Nel 2026 la pensione di vecchiaia si ottiene, in via ordinaria, a 67 anni con almeno 20 anni di contributi. Dal 1° gennaio 2027 il requisito anagrafico salirà a 67 anni e un mese, per poi arrivare a 67 anni e 3 mesi nel 2028. Le regole cambiano però in base alla storia contributiva del lavoratore e alla data del primo versamento.
Pensione di vecchiaia, età e quali contributi servono
| Caso | Età | Contributi richiesti | Condizioni |
|---|---|---|---|
| Pensione ordinaria 2026 | 67 anni | 20 anni | Regola generale |
| Pensione ordinaria 2027 | 67 anni e 1 mese | 20 anni | Adeguamento alla speranza di vita |
| Pensione ordinaria 2028 | 67 anni e 3 mesi | 20 anni | Nuovo adeguamento |
| Deroghe contributive | Età ordinaria prevista | 15 anni | Solo per specifiche categorie |
| Contributivi puri | Età ordinaria prevista | 20 anni | Assegno almeno pari alla soglia prevista |
| Contributivi con pochi versamenti | 71 anni e 1 mese nel 2027 | 5 anni effettivi | Nessuna soglia minima dell’assegno |
Per chi ha iniziato a versare contributi prima del 1° gennaio 1996 resta valido il requisito ordinario dei 20 anni. Nel calcolo possono rientrare contributi obbligatori, volontari, figurativi e da riscatto. Esistono inoltre alcune deroghe che consentono di accedere alla pensione con 15 anni di versamenti, soprattutto per chi aveva già maturato determinati requisiti entro il 31 dicembre 1992.
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Per chi ha iniziato a lavorare dal 1996 in poi, oltre all’anzianità contributiva richiesta, è necessario che l’importo della pensione raggiunga almeno la soglia prevista dalla normativa, collegata all’assegno sociale.
Pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi
Per i lavoratori interamente contributivi esiste anche un canale alternativo. Chi non raggiunge il requisito ordinario può accedere alla pensione di vecchiaia con almeno cinque anni di contribuzione effettiva, ma a un’età più elevata: 71 anni nel 2026, 71 anni e un mese nel 2027 e 71 anni e 3 mesi dal 2028. In questo caso non è prevista una soglia minima dell’assegno, ma non vengono conteggiati i contributi figurativi.
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Pensione di vecchiaia, chi può uscire prima dal lavoro
Sono previste regole specifiche per alcune categorie. I lavoratori impegnati in attività gravose o particolarmente faticose e pesanti possono beneficiare di requisiti più favorevoli e, in determinati casi, non sono coinvolti dagli aumenti legati alla speranza di vita. Regole particolari sono previste anche per alcuni lavoratori dipendenti del settore privato con invalidità riconosciuta dall’Inps almeno pari all’80%.
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Pensione di vecchiaia: quando parte e come fare domanda
Per accedere alla pensione di vecchiaia, il lavoratore dipendente deve cessare il rapporto di lavoro. Non è invece necessario interrompere un’attività autonoma o parasubordinata. Per dipendenti privati, autonomi e iscritti alla Gestione separata, l’assegno decorre normalmente dal primo giorno del mese successivo a quello in cui vengono raggiunti tutti i requisiti.
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La domanda deve essere presentata all’Inps, attraverso il servizio online, tramite Contact Center oppure rivolgendosi a un patronato. Per chi si avvicina alla pensione, la novità principale resta quindi l’adeguamento del requisito anagrafico dal 2027, mentre restano confermate le differenze tra lavoratori con contributi anteriori e successivi al 1996.
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