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Pensione minima 2027: quanto aumenta e a chi spetta, le previsioni con il tasso al 3%

Il minimo Inps è di 611,85 euro nel 2026. Con una possibile rivalutazione del 3%, nel 2027 salirebbe a oltre 630 euro

Pensione minima 2027: quanto aumenta e a chi spetta, le previsioni con il tasso al 3%
Inps

La pensione minima potrebbe superare i 630 euro mensili dal gennaio 2027, se la rivalutazione fosse vicina al 3%. L’importo definitivo non è ancora stabilito e sarà calcolato sull’inflazione media del 2026.

Pensioni 2027, quanto può aumentare la minima

Il trattamento minimo è passato da 603,40 euro nel 2025 a 611,85 euro mensili nel 2026, per effetto della rivalutazione provvisoria dell’1,4%. L’importo annuo di riferimento è pari a circa 7.954 euro per tredici mensilità. Qui tutti i dettagli sulle pensioni agosto 2026 con le date dei pagamenti e le novità sul rimborso Irpef.

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Applicando una rivalutazione ipotetica del 3%, il calcolo sarebbe:

  • importo mensile 2026: 611,85 euro;
  • aumento mensile: 18,36 euro;
  • nuovo minimo 2027: 630,21 euro;
  • aumento annuo su tredici mensilità: circa 238,68 euro.

La stima utilizza come riferimento il dato annuo di giugno, quando l’Istat ha misurato un’inflazione del 3%. Non rappresenta l’importo già deciso dal governo. La perequazione sarà calcolata sulla media dell’intero 2026, che potrebbe risultare più alta o più bassa.

Un tasso del 2,5% porterebbe il minimo a circa 627,15 euro. Con una rivalutazione del 3,5%, l’importo salirebbe a circa 633,26 euro.

Pensioni 2027, a chi spetta l’integrazione al minimo

Il trattamento minimo non è una pensione autonoma concessa a tutti al raggiungimento di una determinata età. È un’integrazione riconosciuta dall’Inps quando l’importo della pensione calcolata sui contributi risulta inferiore alla soglia stabilita dalla legge.

Il diritto dipende dal reddito del pensionato e, per le persone sposate, anche dal reddito cumulato con quello del coniuge. I limiti vengono aggiornati ogni anno insieme al trattamento minimo.

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L’integrazione può riguardare pensioni di vecchiaia, anticipate, di invalidità e ai superstiti liquidate con il sistema retributivo o misto. Per gli assegni interamente calcolati con il sistema contributivo, maturati da chi ha iniziato a versare dopo il 31 dicembre 1995, l’integrazione al minimo non è generalmente prevista.

Il beneficio può essere totale o parziale. Chi non possiede altri redditi rilevanti può ricevere l’integrazione fino all’intera soglia. Quando il reddito si avvicina al limite previsto, l’aumento viene ridotto.

Rivalutazione pensioni 2027: redditi considerati e maggiorazioni

Nel calcolo possono rientrare redditi da lavoro, altre pensioni, rendite e alcuni redditi immobiliari. Non tutte le entrate vengono trattate allo stesso modo. La casa di abitazione, il trattamento di fine rapporto e determinate prestazioni assistenziali possono essere esclusi secondo le regole applicabili.

La pensione minima non va confusa con la maggiorazione sociale. Quest’ultima è un incremento destinato ai pensionati anziani con redditi bassi. La legge di Bilancio 2026 ha aumentato di 20 euro mensili la maggiorazione sociale e ha alzato di 260 euro annui il limite reddituale per accedervi.

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L’Inps riconosce automaticamente alcuni aggiornamenti quando dispone già dei dati reddituali. In altri casi può chiedere una dichiarazione RED o una domanda di ricostituzione.

Il valore definitivo della pensione minima 2027 sarà disponibile dopo il decreto sulla perequazione e la successiva circolare dell’Inps. Fino a quel momento, ogni cifra superiore ai 611,85 euro del 2026 resta una previsione.

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