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Tabella rivalutazione pensioni 2027: le previsioni sugli importi fascia per fascia

La rivalutazione pensioni 2027 è ancora provvisoria. Le simulazioni degli aumenti per pensioni da 700 a 4.000 euro

Tabella rivalutazione pensioni 2027: le previsioni sugli importi fascia per fascia
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Gli aumenti delle pensioni dal 1° gennaio 2027 dipenderanno dall’inflazione media registrata nel 2026 e dal decreto che sarà pubblicato a fine anno. Con un’ipotesi di rivalutazione del 3%, un assegno lordo da 1.000 euro salirebbe a circa 1.030 euro al mese.

Pensioni 2027, la tabella degli aumenti con rivalutazione al 3%

Pensione lorda 2026Aumento mensile ipoteticoPensione lorda 2027
700 euro21 euro721 euro
1.000 euro30 euro1.030 euro
1.200 euro36 euro1.236 euro
1.500 euro45 euro1.545 euro
1.800 euro54 euro1.854 euro
2.000 euro60 euro2.060 euro
2.400 euro72 euro2.472 euro
2.500 eurocirca 74 eurocirca 2.574 euro
3.000 eurocirca 86 eurocirca 3.086 euro
4.000 eurocirca 109 eurocirca 4.109 euro

La perequazione delle pensioni viene calcolata sulla variazione dei prezzi registrata nell’anno precedente. Per gli assegni del 2027 sarà quindi utilizzata l’inflazione del 2026, sulla base del dato che verrà stabilito con un decreto del Ministero dell’Economia e del Ministero del Lavoro. Qui tutti i dettagli sulle pensioni agosto 2026 con le date di pagamento e rimborso Irpef.

A giugno 2026 l’Istat ha rilevato un aumento dei prezzi del 3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il valore mensile non coincide con il tasso medio annuo che sarà usato per le pensioni, ma consente di costruire una prima simulazione.

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La tabella applica il 3% pieno agli importi entro quattro volte il trattamento minimo e percentuali ridotte sulle quote superiori. Gli importi effettivi potranno cambiare in base al tasso definitivo, al conguaglio della rivalutazione 2026 e alle eventuali modifiche inserite nella legge di Bilancio.

Pensioni 2027, come funzionano le fasce di rivalutazione

Nel 2026 il trattamento minimo Inps è pari a 611,85 euro mensili. Quattro volte il minimo corrispondono a 2.447,40 euro, mentre cinque volte equivalgono a 3.059,25 euro. L’ente previdenziale ha applicato per il 2026 una rivalutazione provvisoria dell’1,4%.

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Il meccanismo ordinario prevede:

  • rivalutazione al 100% del tasso sulle quote fino a quattro volte il minimo;
  • rivalutazione al 90% sulle quote comprese tra quattro e cinque volte il minimo;
  • rivalutazione al 75% sulle quote superiori a cinque volte il minimo.

Il calcolo è progressivo. Una pensione da 3.000 euro non viene rivalutata interamente con una percentuale ridotta. La quota fino alla prima soglia riceve il tasso pieno, mentre la parte eccedente viene aggiornata nella misura prevista per la fascia successiva.

Rivalutazione pensioni 2027: quando arriveranno gli importi definitivi

Il dato ufficiale viene normalmente definito in autunno, dopo l’aggiornamento delle stime sull’inflazione. L’Inps procede successivamente al rinnovo degli assegni e pubblica una circolare con il trattamento minimo, le soglie e gli importi delle prestazioni assistenziali.

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La percentuale applicata a gennaio è spesso provvisoria. Quando l’Istat certifica il dato definitivo, l’eventuale differenza viene recuperata attraverso un conguaglio.

Gli aumenti indicati nella tabella sono lordi. Il netto dipende dall’Irpef, dalle addizionali regionali e comunali, dalle detrazioni e da eventuali trattenute. Due pensionati con lo stesso assegno lordo possono quindi ricevere accrediti differenti.

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