Dal 1° gennaio 2027 gli assegni pensionistici e assistenziali potrebbero salire per effetto della perequazione. La stima parte da un’inflazione al 2,8%. Gli importi definitivi arriveranno solo con il dato Istat di fine anno. Le simulazioni oggi disponibili indicano rialzi per pensione minima, assegno sociale e prestazioni di invalidità civile.
Pensioni e perequazione: perché gli assegni possono aumentare
Le pensioni 2027 si preparano a un adeguamento più alto di quello applicato quest’anno. Il meccanismo è la perequazione automatica, che aggiorna gli assegni in base all’andamento dei prezzi al consumo. Il riferimento è l’indice Foi senza tabacchi calcolato dall’Istat.
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Secondo Sky TG24, il governo ha indicato nel Documento programmatico di bilancio una stima d’inflazione al 2,8% per il 2026. Se il dato verrà confermato, la rivalutazione del 2027 sarebbe pari al doppio di quella del 2026, ferma all’1,4%.
Il passaggio decisivo arriverà a fine anno, quando l’Istat diffonderà il valore definitivo. Fino ad allora gli importi restano simulazioni. Per i pensionati, però, le cifre permettono già di capire l’ordine di grandezza degli aumenti possibili.
Pensione minima e assegno sociale, le nuove cifre
La pensione minima oggi è pari a 611,85 euro al mese. Con una rivalutazione del 2,8% salirebbe a 628,98 euro, circa 17 euro in più al mese. Il calcolo riguarda il trattamento minimo ordinario, mentre resta separata la questione della maggiorazione straordinaria che ha portato l’importo attuale a 619,80 euro.
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Quella maggiorazione scade il 31 dicembre 2026. Per mantenerla anche nel 2027 servirà una norma nella prossima Legge di bilancio. Senza una proroga, l’aumento legato alla perequazione si applicherebbe al trattamento base; con una conferma della maggiorazione, l’assegno effettivo potrebbe risultare più alto.
L’assegno sociale, erogato oggi a 546,22 euro per tredici mensilità, salirebbe a circa 561,54 euro. L’aumento mensile sarebbe di circa 15 euro. Cambierebbero anche le soglie di reddito per accedere alla prestazione: da 7.101 euro annui a circa 7.300 euro, mentre il limite coniugale passerebbe da 14.202 a circa 14.600 euro.
Pensioni, invalidità civile: gli importi stimati per il 2027
Gli aumenti riguarderebbero anche le prestazioni per invalidità civile. L’assegno base, oggi a 340,71 euro, potrebbe salire a circa 350,25 euro. Per i ciechi assoluti non ricoverati l’importo stimato arriverebbe a 378,78 euro. L’indennità speciale per ciechi parziali passerebbe da 238,14 a circa 244,81 euro; l’assegno per ipovedenti gravi da 252,88 a circa 259,96 euro.
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La rivalutazione non modifica i requisiti sanitari o reddituali delle prestazioni. Interviene sugli importi, con l’obiettivo di recuperare almeno una parte della perdita di potere d’acquisto causata dall’aumento dei prezzi.
Per chi vive solo con trattamenti bassi, l’incremento mensile resta limitato. La cifra può coprire una parte delle spese correnti, ma non cambia la distanza tra assegni minimi, affitti, bollette e costi sanitari. La decisione politica sulle eventuali maggiorazioni, a partire dalle minime, arriverà con la manovra.

