Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Pensioni e “tassa invisibile”, quanto si perde nell’assegno con il drenaggio fiscale

Pensioni e “tassa invisibile”, quanto si perde nell’assegno con il drenaggio fiscale

l fiscal drag può assorbire parte della rivalutazione. Una pensione da 1.000 euro può perdere fino a 370 euro, secondo una stima sindacale

Pensioni e “tassa invisibile”, quanto si perde nell’assegno con il drenaggio fiscale
anziani

Il drenaggio fiscale può mangiarsi una parte degli aumenti delle pensioni legati all’inflazione, perché l’assegno lordo sale mentre soglie Irpef e detrazioni non vengono rivalutate automaticamente nello stesso modo. Per un pensionato da 1.000 euro al mese, una stima presentata in audizione dalla Cgil indica fino a circa 370 euro di maggiore prelievo in un anno con un’inflazione al 2,9%. La cifra è una simulazione e non vale automaticamente per tutti i pensionati.

Pensioni e “tassa invisibile”: perché l’assegno aumenta ma il netto recupera meno

La perequazione serve ad adeguare gli assegni all’aumento del costo della vita. Se un pensionato riceve una rivalutazione del 3%, il suo reddito nominale aumenta. Ma se contemporaneamente detrazioni e soglie Irpef restano ferme, una parte del nuovo importo può essere assorbita da un maggiore prelievo fiscale.

Leggi anche: Pensioni, si può fermare l’acconto Irpef di novembre: chi può farlo e come

Il pensionato non diventa necessariamente più ricco in termini reali: la rivalutazione dovrebbe compensare prezzi più alti. Il fisco, però, vede un reddito lordo maggiore. È questo il meccanismo definito fiscal drag o drenaggio fiscale.

Pensioni e drenaggio fiscale: quanto si può perdere con un assegno da 1.000 euro

Una stima citata in Parlamento dalla Cgil in primavera indicava che, con un’inflazione al 2,9%, un pensionato con un assegno da 1.000 euro mensili potrebbe versare circa 370 euro in più al fisco nell’anno per effetto combinato della rivalutazione e della mancata indicizzazione dei parametri Irpef.

Leggi anche: Pensioni ottobre, arrivano bonus e arretrati. Aumenti nel cedolino (ma non per tutti)

Il calcolo non può essere esteso in modo automatico a ogni pensione da 1.000 euro. Il risultato dipende dall’imponibile effettivo, dalle detrazioni, da eventuali altri redditi, dalle addizionali locali e dalla percentuale di rivalutazione riconosciuta. Per questo il dato va considerato un esempio, non un nuovo prelievo fisso da 370 euro.

“Tassa invisibile”, quanto può costare complessivamente ai pensionati

Le nuove simulazioni degli economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo stimano per il biennio 2026-2027 un fiscal drag totale di 8,1 miliardi nello scenario centrale. Di questi, circa 6 miliardi graverebbero sui lavoratori dipendenti e 2 miliardi sui pensionati. Se l’inflazione cumulata raggiungesse l’8,2%, il drenaggio complessivo salirebbe a 12,74 miliardi, con quasi 4 miliardi attribuiti ai pensionati. Si tratta di scenari, non di somme già incassate.

Leggi anche: Pensioni ottobre 2026, sorpresa nel cedolino: chi può trovare più soldi e perché

Le stime dipendono soprattutto dall’andamento dell’inflazione e da eventuali modifiche fiscali approvate nel frattempo. Una possibile soluzione sarebbe rivalutare automaticamente con i prezzi anche scaglioni e detrazioni. In assenza di un meccanismo generale di questo tipo, parte della rivalutazione pensionistica può continuare a trasformarsi in maggiore Irpef.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA