Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Politica » Manovra, Osnato (FdI): “La priorità è difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Le banche aiutino chi soffre il caro vita”

Manovra, Osnato (FdI): “La priorità è difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Le banche aiutino chi soffre il caro vita”

Il responsabile economico di Fratelli d’Italia indica le priorità del partito per la prossima manovra

Manovra, Osnato (FdI): “La priorità è difendere il potere d’acquisto delle famiglie. Le banche aiutino chi soffre il caro vita”

Manovra, Osnato (FdI): “Via il bollo auto e più soldi in busta paga: le famiglie sono la priorità assoluta del governo”

Difendere il potere d’acquisto delle famiglie, sostenere i redditi da lavoro e mantenere la credibilità dei conti pubblici: sono queste le priorità di Fratelli d’Italia in vista della prossima legge di Bilancio che Marco Osnato – esponente del partito e presidente della Commissione Finanze della Camera – riepiloga in un’intervista ad Affaritaliani. L’obiettivo, assicura, è evitare che il peso della crisi energetica e dell’aumento dei prezzi ricada sulle famiglie più in difficoltà, proseguendo al tempo stesso con il taglio delle tasse sul lavoro. Tra le misure indicate figurano la conferma della tassazione agevolata al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali e l’ipotesi di rendere definitiva l’abolizione del bollo auto per determinati veicoli.

Quale impegno della manovra considerate irrinunciabile e a quale richiesta del vostro partito siete disposti a rinunciare per finanziarlo?

Per Fratelli d’Italia la priorità irrinunciabile è difendere il potere d’acquisto delle famiglie italiane, a partire da chi negli ultimi anni ha subito di più gli effetti dell’aumento dei prezzi. È l’impegno che ha guidato tutte le leggi di bilancio del Governo Meloni e che intendiamo confermare anche quest’anno. Il Documento programmatico di bilancio destina circa 5 miliardi di euro alle politiche per la famiglia e alla spesa sociale, ai quali si aggiungono oltre 2 miliardi per gli interventi fiscali: si tratta di misure inderogabili in questa fase così turbolenta.

Quanto alle richieste di Fratelli d’Italia, credo che sarebbe sbagliato cominciare la discussione sulla manovra indicando le misure alle quali siamo disposti a rinunciare. Siamo consapevoli che le risorse pubbliche non sono illimitate e che sarà necessario stabilire delle priorità, valutando anche la possibilità di introdurre gradualmente alcune misure. In questi quattro anni abbiamo dimostrato che si possono ridurre le tasse e sostenere la spesa sociale mantenendo la credibilità dei conti pubblici. Intendiamo proseguire su questa strada, utilizzando ogni euro disponibile per migliorare concretamente le condizioni economiche degli italiani.

Il governo punta a ottenere 5 miliardi dal settore finanziario. Se non si raggiungesse un accordo volontario, prevedete di introdurre un prelievo obbligatorio o di individuare coperture alternative?

Nel Documento programmatico di bilancio abbiamo previsto un contributo del settore finanziario di circa 5 miliardi di euro per il 2027, seguito da ulteriori contributi negli anni successivi. È una scelta che considero sia giusta che utile. Negli ultimi anni il sistema bancario italiano ha conseguito risultati straordinari, beneficiando anche dell’aumento dei tassi di interesse deciso dalla BCE per contrastare l’inflazione. Credo quindi che sia più che ragionevole chiedere a chi ha beneficiato maggiormente di questa fase economica di contribuire al finanziamento di politiche a sostegno di chi è più in difficoltà a causa del caro vita e del caro energia.

La strada che preferiamo è quella del confronto e siamo fiduciosi che funzionerà, proprio come accaduto con le compagnie petrolifere che hanno successivamente introdotto limiti ai prezzi di benzina e gasolio nelle proprie reti di distribuzione. Vogliamo individuare insieme agli operatori finanziari un meccanismo sostenibile, che tenga conto anche degli impegni già assunti dal settore e non comprometta la capacità delle banche di concedere credito alle imprese e alle famiglie.

Leggi anche: Manovra, Gubitosa (M5S): “Meloni trova 14,4 miliardi per le armi, ma lascia le briciole a famiglie e sanità”

Se Bruxelles non concedesse tutta la flessibilità richiesta, avete già un piano alternativo? Quali misure sareste disposti a ridimensionare o rinviare?

Il Governo Meloni ha fatto fino in fondo la propria parte per rispettare gli impegni con Bruxelles, riducendo il deficit dall’8,1% del PIL nel 2022 al 3,1% nel 2025. Ora ci aspettiamo che anche le istituzioni europee facciano la loro parte, perché lo shock energetico che stiamo affrontando è oggettivamente straordinario e rischia di compromettere il potere d’acquisto dei cittadini di tutti gli Stati membri. Grazie all’azione diplomatica della Presidente Meloni abbiamo già ottenuto risultati importanti. La Commissione europea ha espresso una valutazione positiva sulla sostenibilità della richiesta italiana di flessibilità per la difesa e la sicurezza energetica. E il Consiglio europeo ha finalmente riconosciuto la necessità di intervenire sulle distorsioni del sistema ETS, che contribuiscono ad aumentare i costi dell’elettricità, come chiedeva da tempo il nostro Governo.

Attendiamo ora l’approvazione definitiva della clausola di flessibilità da parte del Consiglio dell’UE, mentre resta aperto il confronto sulla richiesta di tenere conto degli effetti della maggiore inflazione nelle regole di bilancio. Sono certo che prevarrà il buonsenso, perché sarebbe incomprensibile chiedere ai Governi di affrontare una crisi eccezionale senza concedere loro gli strumenti necessari. In ogni caso, non saranno le famiglie più in difficoltà a pagare il prezzo di un eventuale mancato accordo con Bruxelles.

A un lavoratore medio, quale beneficio concreto intendete assicurare con questa manovra? Attraverso quale misura, per quale importo e da quando?

Nella prossima manovra continueremo a ridurre le tasse sul lavoro. La Presidente Meloni ha già annunciato l’intenzione di confermare anche nel 2027 la tassazione al 5% degli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali. Per un lavoratore con 30.000 euro di imponibile, un aumento di 1.000 euro tassato al 5% anziché al 33% significa circa 280 euro di risparmio fiscale, a parità delle altre condizioni.

Ma c’è anche un impegno che riguarda milioni di famiglie italiane. Rendere definitiva l’abolizione del bollo auto, già prevista per il 2027 per un veicolo a persona, fino a 80 kW per le autovetture a benzina e diesel, comprese le ibride ammesse, senza limiti ISEE. Parliamo di una platea potenziale di oltre 24 milioni di cittadini. Una famiglia con un’utilitaria di 70 kW potrebbe risparmiare circa 180 euro all’anno, a seconda della Regione.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

Affari Alert

Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.

0,99€ fino al 31 Dicembre 2026

Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno