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Economia
Pensioni news, Quota 100 nel mirino: bomba sul sistema pensionistico

Quota 100 nel mirino della Corte dei Conti: bomba sulle pensioni. ULTIME NEWS

Quota 100 graverebbe troppo sulle casse dello Stato. E’ quanto avrebbero rilevato i giudici contabili della Corte dei Conti, invitando l’Inps a verificare la spesa che comporta questa misura di pensione anticipata.

"In un sistema pensionistico a ripartizione, in cui la maturazione del diritto a pensione prescinde dal regolare versamento dei contributi nel corso della vita lavorativa, va verificata la sostenibilità della spesa nel lungo periodo e gli effetti che sulla adeguatezza delle prestazioni produrranno le azioni normative poste in essere nel presente". Queste le parole dei magistrati contabili nella Relazione sulla gestione finanziaria dell’Inps relativamente alle previsioni di spesa nel triennio su cui influisce l’aumento degli accessi al pensionamento anticipato riconducibile a Quota 100, come riporta ilgiornale.it. "Vanno altresì considerate le conseguenze di dette azioni sulla sostenibilità del modello da parte del sistema produttivo – si legge ancora - sia con riguardo al contributo richiesto alla fiscalità generale, che nei confronti dei soggetti tenuti al versamento della contribuzione".

"In un sistema previdenziale che eroga gran parte delle prestazioni a elevata componente retributiva, peraltro, misure ampliative della spesa attraverso l’anticipo dell’età di pensionamento rispetto a quella ritenuta congrua con l’equilibrio attuariale e intergenerazionale, il blocco dell’indicizzazione dell’età di uscita dal lavoro alla speranza di vita e la reintroduzione del sistema delle finestre, comportano sia esigenze di cassa immediate (tipiche, come detto, di un meccanismo a ripartizione), sia debito implicito – proseguono i giudici - in quanto la componente retributiva del trattamento non viene corretta per tener conto della maggiore durata della prestazione".

Pensioni news: Quota 100 e pensioni anticipate

Quota 100 sembra essere troppo costosa. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha recentemente confessato di non amare questa misura. "Non è stata, secondo me, un utilizzo saggio delle risorse che sono state concentrate su una platea molto ristretta. Fortunatamente – ha spiegato il Ministro - è costata meno del previsto".

Il sistema pensionistico potrebbe subire l’anno prossimo grandi sconvolgimenti, dopo la fine di Quota 100 per scadenza naturale. Tra le opzioni sul tavolo c’è anche la "doppia flessibilità in uscita". Chi svolge lavori gravosi o usuranti avrebbe diritto al pensionamento anticipato a 62 (o 63) anni con 36-37 anni di contributi con penalizzazioni modeste. Per gli altri lavoratori la soglia minima di uscita verrebbe fissata a 64 anni d’età (63 anni sarebbe invece la soglia minima su cui i sindacati cercano di trattare) e almeno 37 (o 38) anni di contribuzione. La penalizzazione, in questo caso, consisterebbe nel metodo di calcolo contributivo del trattamento, come scrive ilgiornale.it, (escludendo così la parte retributiva per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996) e che sarebbe stimato in una decurtazione del 2,8-3% per ogni anno d'anticipo rispetto ai 67 anni.

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