Pensioni, di questo passo il sistema crollerà. La situazione nella sanità pubblica
La sanità pubblica in Italia é in crisi e l’ultima manovra finanziaria non aiuterà di certo visto che sono previsti ulteriori tagli e che parte dei soldi é stata destinata ai privati, facendo infuriare i dipendenti di ospedali e pronto soccorso. L’Italia – si legge su Repubblica – mette pochi soldi nella sanità pubblica. È una tendenza che viene da lontano e che il governo Meloni ha proseguito, accentuandola. In pochi in Europa destinano meno risorse all’assistenza dei cittadini e le prospettive sono drammatiche, anche perché il nostro è uno dei Paesi con la popolazione più anziana del continente. Di questo passo, il sistema pubblico crollerà, schiacciato dall’invecchiamento della popolazione e dalla riduzione del numero dei lavoratori, che con le loro tasse assicurano le risorse del fondo sanitario nazionale. Le cose non vanno meglio sul fronte delle pensioni per i medici. Lo dice l’Upb, l’authority dei conti pubblici che calcola le perdite: da 530 euro netti annui tra 2024 e 2028 fino a oltre 3 mila euro annui nel 2043.
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Con queste prospettive – prosegue Repubblica – non ci sarà nessuna fuga dal posto pubblico, che sia un ospedale o l’ufficio comunale, per anticipare la pensione. Il taglio introdotto dall’articolo 33 della manovra del governo Meloni non consente scappatoie. Neanche a chi volesse affrettare la domanda in questi giorni. Lo chiarisce l’Ufficio parlamentare di bilancio, nella sua analisi sulla legge di Bilancio. Scrive l’authority indipendente dei conti pubblici: “Sembra remoto il rischio di “corse” al pensionamento che possano mettere in difficoltà il funzionamento degli uffici delle amministrazioni pubbliche”. Una notizia rassicurante per i cittadini ma meno per i medici, anche chi voleva abbandonare subito per andare in pensione dovrà rivedere i propri piani. Questo non aiuta di certo a migliorare lo stato d’animo degli operatori sanitari ma allunga i tempi dell’uscita di massa. La situazione resta comunque parecchio critica.



