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Economia
Soldi ai pensionati: come e quando. Ma aumenteranno tasse e tagli
SCHIAFFO 4 - Quelli che hanno donato per le presunte discriminazioni a scuola a Lodi. Si sono fatti
strumentalizzare dai media nazionali e da politici sconfitti in cerca di rivincita.


Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)


La sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni che ha bocciato il blocco degli adeguamenti all'inflazione per il 2012-2013 ha terremotato il Palazzo. Al ministero dell'Economia, così come a Palazzo Chigi, si trincerano dietro un "vedremo che fare. Dobbiamo leggere bene le carte". Poca voglia di parlare, ovvio, anche perché c'è poco da dire. Le decisioni della Corte Suprema non sono appellabili, vanno sono applicate, come hanno detto il vice-ministro all'Economia, Enrico Morando, e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Ma come? Con quali tempi? Innanzitutto va detto che - stando a fonti governative interpellate da Affaritaliani.it - già a giugno l'esecutivo dovrà trovare le coperture. Le cifre ballano tra 5 e 10 miliardi di euro. Il ricorso contro quella parte della Legge Fornero era stato fatto solo sugli anni 2012 e 2013, ma secondo alcuni gli effetti ricadono anche sui due anni successivi.

E' evidente che il tesoretto da 1,5 miliardi di euro trovato nel Def andrà tutto a coprire questo nuovo e inatteso buco. Ma i soldi del bonus non bastano. E' probabile che il premier e il ministro dell'Economia cercheranno di tagliare altri fondi agli Enti Locali, con buona pace di Comuni e Regioni. Nel mirino anche le spese sanitarie, la scuola, la sicurezza e il ministero della Difesa. Difficile quantificare il rientro dalla lotta all'evasione fiscale, quindi l'attenzione si sposta anche sulla spending review relativa ai ministeri centrali, dalla quale Renzi cercherà di ottenere più del poco ricavato finora.

Facile immaginare tensioni nel governo, tra alleati ma anche all'interno del Pd. Tecnicamente il governo, prima di erogare questi soldi ai pensionati, dovrà varare un decreto che spieghi nei dettagli come queste cifre verranno corrisposte. I tempi non sono molto lunghi e già in estate il provvedimento dovrà essere varato dal Consiglio dei ministri. E' probabile che la restituzione dei soldi ai pensionati avverrà a rate (fonti di Via XX Settembre dicono tre), cioè non in un'unica soluzione, troppo onerosa per i conti dell'Inps. La prima tranche potrebbe esserci già in autunno, per poi spalmare le altre due nei primi sei mesi del prossimo anno. Sullo sfondo c'è anche l'esigenza, a questo punto non più rinviabile, di avviare in Parlamento una riflessione sull'intera Legge Fornero, che a questo punto non è più soltanto deficitaria per quanto riguarda gli esodati ma crea un problema per i conti dello Stato (alla luce della sentenza della Corte Suprema).

Il vero nodo è quello delle clausole di salvaguardia - che prevedono l’aumento dell’Iva (dal 10 al 12% nel 2016 e al 13% nel 2017, dal 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017 ed al 25,5% nel 2018) - che il governo pensava di aver disinnescato con il Def ma che ora sono tornate prepotentemente d'attualità. Difficilmente il premier riuscirà a ottenere dall'Europa il via libera allo sforamento del rapporto deficit-Pil per quest'anno (la Commissione Juncker è stata molto chiara su questo punto) e quindi, salvo miracoli improbabili derivanti dalla spending review o da tagli ancora superiori a quelli attuali a Comuni e Regioni, l'incubo dell'incremento dell'Iva dal primo gennaio 2016 quasi certamente diventerà una realtà, rischiando così di affossare i timidi segnali di ripresa economia.

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