Il Piano Casa è legge: fondi per gli alloggi, ristrutturazioni e stretta sugli sfratti
Con il via libera definitivo del Senato, il Piano Casa è diventato ufficialmente legge. Il provvedimento punta principalmente al recupero e alla riqualificazione di 60mila alloggi popolari, oltre alla realizzazione di nuove abitazioni di edilizia integrata. Il testo introduce inoltre importanti novità in materia di sfratti e locazioni. Ecco i punti principali della riforma.
Abitazioni a canone agevolato: cosa cambia
Il Piano Casa, nato su iniziativa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del vicepremier Matteo Salvini, titolare della delega alla casa, mette a disposizione 10 miliardi di euro per favorire il coinvolgimento dei privati nella costruzione di immobili di edilizia integrata. Gli alloggi saranno destinati a giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede, persone separate e a chi, pur non avendo un Isee particolarmente basso, non riesce a sostenere i costi del mercato immobiliare. Durante l’iter parlamentare la platea dei beneficiari è stata ampliata includendo anche insegnanti, personale sanitario e forze dell’ordine. L’obiettivo è realizzare 100mila abitazioni a prezzi calmierati nell’arco di dieci anni.
I criteri per accedere agli alloggi
Sul fronte dei requisiti economici, potranno presentare domanda i nuclei familiari con un Isee superiore a 20mila euro, soglia che supera quella prevista per l’accesso all’edilizia residenziale pubblica. I richiedenti dovranno tuttavia dimostrare di trovarsi in difficoltà nel reperire un’abitazione alle condizioni offerte dal mercato. Lo stesso Piano stabilisce infatti che “gli oneri su base annua connessi all’acquisto in proprietà o alla locazione a prezzo o canone in base ai correnti valori di mercato” dovranno essere superiori ad almeno “il 30% del reddito medio disponibile personale o del nucleo familiare convivente”.
Interventi di recupero sul patrimonio pubblico
La normativa prevede inoltre un programma straordinario di riqualificazione e manutenzione di 60mila alloggi di edilizia pubblica, grazie a procedure più rapide e a una semplificazione degli adempimenti amministrativi. Una volta completati gli interventi, gli immobili potranno essere venduti oppure concessi in affitto a prezzi inferiori di almeno il 33% rispetto ai valori di mercato.
I soggetti coinvolti nella riqualificazione
L’individuazione degli immobili da recuperare sarà affidata all’architetto Felice Squitieri, recentemente nominato commissario straordinario per il Piano Casa. Il suo incarico durerà fino al 31 dicembre 2027 e gli consentirà di operare tramite ordinanze in deroga, in collaborazione con enti territoriali e società pubbliche attraverso una specifica cabina di monitoraggio. Tra gli organismi chiamati ad attuare il Piano figurano anche gli Iacp (Istituti autonomi case popolari) e Invitalia. Un ruolo sarà svolto anche da Comuni ed enti locali, che potranno accedere direttamente alle risorse stanziate, comprese quelle destinate alla rigenerazione urbana, pari a 4,3 miliardi di euro.
Sfratti, iter più rapido per il rilascio degli immobili
Un capitolo della riforma riguarda le procedure di sfratto. La legge introduce misure finalizzate a rendere più rapide ed efficienti le operazioni di liberazione degli immobili occupati abusivamente o di quelli in cui gli inquilini risultano morosi. L’obiettivo è ridurre i tempi sia della notifica sia dell’esecuzione dello sfratto. Viene così introdotta una nuova procedura d’urgenza, che dovrebbe consentire di ottenere il decreto di rilascio dell’immobile entro 15 giorni dalla presentazione del ricorso.
La sanzione economica per chi non lascia l’immobile
Sempre in materia di sfratti, il provvedimento introduce una penale pari all’1% del canone mensile per ogni giorno di occupazione dell’immobile successivo al termine stabilito dal giudice per il rilascio dell’abitazione.

