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Economia
PopBari, ancora forbici sui costi. Due mesi per il Polo del Mezzogiorno

Ancora le forbici in Popolare di Bari nell’era dei tassi zero e di forte crisi economica. In attesa di insediare a metà ottobre il nuovo consiglio di amministrazione targato Mediocredito Centrale che chiuderà definitivamente la gestione commissariale voluta da Banca d’Italia a fine 2019, in un’audizione in commissione banche l’amministratore delegato di Mcc, Bernardo Mattarella non ha dato elementi nuovi sulle future strategie che proietteranno definitivamente la risanata Banca Popolare di Bari verso il rilancio e verso la crezione del polo bancario del Mezzogiorno tanto anelato dalla politica, in cui l'ex popolare pugliese deve giocare un ruolo da pivot.

Mattarella, fino a pochi giorni fa il candidato presidente in pectore che invece ha lasciato il posto all’ex Leonardo Giovanni De Gennaro, ha confermato sostanzialmente quanto uscito dall’accordo sindacale del 10 giugno fra i commissari dell’istituto e le associazioni di rappresentanza dei lavoratori.

Per il momento quindi, dopo l’iniezione di risorse fresche per 1,6 miliardi di euro ad opera del duo Mcc-Fondo di tutela dei depositi e la pulizia di bilancio con l’acquisto da parte della pubblica Amco di due miliardi di crediti deteriorati, il piano prevede solo un recupero dell'efficienza organizzativa ed operativa anche attraverso una "riduzione dei costi allineata alle migliori pratiche di mercato".

A questo proposito è prevista, ha ricordato Mattarella, la chiusura di 94 filiali non redditizie (il 28% del totale) dislocate in varie regioni d'Italia, al fine di focalizzare la presenza della banca sui territori storici e maggiormente redditizi a cui si accompagnerà una significativa riduzione della forza lavoro con uscite (volontarie e prepensionamenti) tra il 25% e il 30% dei dipendenti (650 esuberi sul totale di 2.700 dipendenti) mediante ricorso a vari strumenti di incentivo e "un'importante riduzione di altre spese amministrative (circa il 27% del totale) ascrivibile a rinegoziazioni con fornitori, razionalizzazione dei processi, chiusura filiali e internalizzazione delle attività".

L’amministratore delegato di Mcc ha messo in evidenza come "il progetto strategico di Mediocredito Centrale per la Banca Popolare di Bari sia in linea con le disposizioni normative”. Questi i dettagli alla voce costi sul conto economico, interventi che contribuiranno a sostenere la redditività in un contesto sfidante che, come hanno preannunciato la scorsa settimana nella loro audizione sempre in commissione banche del Parlamento i due commissari straordinari Enrico Ajello e Antonio Blandini, consentirà a PopBari di rivedere l’utile solo fra due anni, a partire dal 2023-2024.

E sullo sviluppo della banca più grande del Sud? Nonostante Mcc (primo socio al 97%) sia al lavoro per completare il piano “entro un paio di mesi”, Mattarella è stato molto generico. Prima ha sottolineato come il suo Mediocredito e la Popolare di Bari "si caratterizzano per essere molto diverse e quindi complementari nella logica di creazione di un polo finanziario integrato in termini di posizionamento attuale di mercato, di dimensione e di modelli organizzativi e operativi”.

Poi, sul tema delle sinergie post-risiko fra istituti del Mezzogiorno, ha spiegato solo che l’obiettivo è quello di "promuovere una collaborazione tra banche" dell'area, "abilitandola a investimenti tra cui progetti finanziari per le Pmi, progetti di inclusione sociale e green e collegare le comunità del Sud mediante partnership tra pubblico e privato nell'ecosistema finanziario”.

Insomma, sulle strategie che riguardano l’attivo in PopBari non c’è ancora visibilità. Sul capitolo consolidamento, le indiscrezioni riportano che nel mirino di Mcc per il polo bancario del Mezzogiorno siano finite oltre alla corregionale Popolare di Puglia e Basilicata, progetto su cui ha messo gli occhi anche l’ente di Michele Emiliano pronto ad investirvi 60 milioni di euro, diversi istituti campani come la Popolare Vesuviana o la Popolare di Torre del Greco o laziali come la Banca Popolare del Lazio. Target su cui però Mattarella alzerà il velo fra due mesi.

La presentazione della lista per il Cda che doveva arrivare in tempo per l'assemblea convocata inizialmente il 16 settembre è stata posticipata per le mire e le pressioni della politica (Mcc è pubblica, controllata da Invitalia), portando i commissari straordinariu a revocare l'assise dei soci. Interrogato sulla questione Mattarella ha chiesto di secretare l’audizione. Il motivo? Dato che l'assemblea della Popolare di Bari, convocata per il prossimo 15 ottobre, è formalmente aperta per la votazione per la nomina del nuovo board, l’amministratore delegati di Mcc ha chiesto che l'audizione venisse secretata.

@andreadeugeni

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