Poste e Telecom Italia in rialzo in Borsa dopo la chiusura dell’Opas che ha portato la società guidata da Matteo Del Fante al 66,67 del capitale della società telefonica. La combinazione cash (1,97 euro) e azioni (0,218 di Poste ogni Telecom posseduta) unita all’andamento positivo dei due titoli ha portato il valore dell’Opas leggermente sopra le quotazioni e dunque dando un piccolo premio a chi ha aderito. Per gli analisti di Equita, quando ci sarà la riapertura dell’Opas dal 21 al 25 settembre, sarebbe opportuno che, chi non l’ha ancora fatto, aderisca all’operazione. Poste si prefigge infatti di arrivare al 90% del capitale ed effettuare il delisting con l’incorporazione di Telecom Italia. Ovviamente il forte marchio Tim resterebbe sul mercato.
Per gli analisti c’è un solido razionale strategico insito nell’operazione e lo spazio di creazione di valore derivante da una piena integrazione tra le due società. Il target di sinergie annunciato pari a 700 milioni viene ritenuto realistico e potrebbe crescere negli anni oltre il 2029. Gli analisti vedono benefici nel caso di piena implementazione del nuovo Financial Hub ma anche da una accelerazione nel consolidamento del mercato Telco domestico. E poi c’è Tim Brasil che potrebbe essere ceduta con l’impiego dell’incasso in progetti con ritorni più elevati.
Inoltre la posizione di principale azionista del Polo Strategico Nazionale (PSN), consentirà non solo di consolidare il posizionamento dell’entità combinata nel Cloud e nell’AI, ma anche di beneficiare di eventuali future espansioni del perimetro operativo dello stesso. Sempre secondo gli analisti al 2029 la nuova entità (Poste con Telecom Italia) potrebbe conseguire utili intorno ai 4,3 miliardi. In rialzo anche il target price per le azioni, “assumendo che Poste raggiunga il pieno controllo di Tim la valutazione sarebbe di 31 euro ad azione contro il precedente prezzo obiettivo a 27 euro che prevedeva l’acquisizione al 50%”.


