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Economia
Beni confiscati alla mafia, "la mia Agenzia come Gabetti". Intervista



Facciamo chiarezza. Quanti sono esattamente i beni confiscati alla mafia che gestisce l'Agenzia Nazionale? "Devo dire che sono irritato, perché su questo tema è molto difficile orientarsi", afferma Umberto Postiglione, direttore dell'Agenzia Nazionale per la gestione dei beni confiscati alla mafia, intervenuto al Festival del Lavoro di Palermo e intervistato in un video (vedi sotto) dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino. "Ci sono relazioni del ministero della Giustizia che contengono gli elementi sulle attività di sequestro, di confisca di primo grado e di confisca definitiva. Però, spesso e volentieri, i dati vengono scambiati a seconda delle convenienze di chi li legge. Quando qualcuno ha bisogno di dire che qualcosa non funziona esalta la lettura negativa che si può dare di questi dati. La verità - spiega Postiglione - è che il ministero della Giustizia ha un sistema di registrazione di tutte le attività dei tribunali di prevenzione ma non ha un sistema di registrazione informatico che mette in ordine i dati e propone una risposta chiara per tutti quei sequestri e quelle confische che vengono fatti attraverso i procedimenti penali. Quindi, a noi manca una metà dei dati che possiamo ricostruire quando abbiamo la forza di andare a registrare il materiale cartaceo che ci arriva e che riguarda i procedimenti penali. Per quanto concerne i procedimenti di prevenzione, ineve, i dati ci arrivano per via informatica, sempre che siano stati correttamente inseriti".

Postiglione aggiunge: "Sappiamo tutti che ci sono buchi e carenze enormi negli organici e c'è difficoltà anche da parte delle cancellerie nel fare attività di inserimenti dati". Ma che cos'è il processo di prevenzione? "E' una specialità tutta italiana. Quando c'è una sproporzione molto accentuata tra la disponibilità di mezzi economici da parte di un soggetto che non sa spiegare da dove gli siano arrivati, e nello stesso tempo è ragionevole considerare questo soggetto come collegato a una cosca della criminalità organizzata, scatta la proposta che viene rivolta al Tribunale della Prevenzione. La prima valutazione può portare o non portare al sequestro, poi si approfondisce con gli altri due livelli di giudizio. Il processo di prevenzione può concludersi in 3-4-5 anni, mentre quello penale di solito ci mette più tempo".

Quindi lei non ha contezza dei numeri precisi? "Non possiamo avere contezza. Un bene può essere valutato o in linea teorica, con criteri catastali, ma se andiamo sul mercato a proporre una vendita di un bene confiscato a un soggetto mafioso ancora in auge quel bene ovviamente non avrà nemmeno il valore demaniale".

Lei di fatto è un venditore di case, oltre che un gestore di Bot e di depositi bancari. Tutto ciò solo con 70 persone? "Ho cercato di avere le competenze ma il dramma è che tutto il mio personale, tranne uno che ha un contratto ed è dipendente, è tutto in comando. E quindi c'è un ricambio continuo", spiega Postiglione. In che senso in comando? "Si tratta di dipendenti pubblici in organico a un soggetto pubblico e temporaneamente assegnati a noi in posizioni di comando. Però questo comando comporta due forme di gradimento: la prima da parte dei dipendenti stessi e la seconda, in base alla legge, prevede che io posso chiedere una certa persona ma che possano dirmi no. Anche se di solito non accade, nonostante ci sia molta resistenza. Alla mia Agenzia servono esperti della gestione di beni e soggetti del demanio, che però non ci vengono dati. Anche l'Agenzia delle Entrate fa resistenza, hanno poco personale, e i tribunali ci dicono che sono rimasti quasi a zero. Bisognerebbe dare alla mia Agenzia una dotazione organica molto più consistente. Io faccio l'esempio della Gabetti, che ha 4.000 persone su tutto il territorio nazionale e 700 dipendenti pur non gestendo beni di natura demoniaca, per i quali spesso serve una verifica urbanistica per vedere se sono compabitili con le norme del posto. Ci sono anche problemi per la fase di accatastamento. Insomma, abbiamo una complessità di gestione".


GUARDA QUI SOTTO I PRIMI TRE VIDEO DELL'INTERVISTA AL DIRETTORE DELL'AGENZIA NAZIONALE PER LA GESTIONE DEI BENI CONFISCATI ALLA MAFIA. NEI PROSSIMI GIORNI SARANNO PUBBLICATE LE NUOVE PUNTATE DELL'INTERVISTA

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