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Economia
Province, allarme della Corte dei Conti

Le risorse a disposizione delle Province, a riordino non concluso, rischiano di non bastare a "garantire servizi di primaria importanza". Questo l'allarme della Corte dei Conti contenuto nella relazione sulla finanza locale. Senza interventi "la forbice tra risorse correnti e fabbisogno" tende a una "profonda divaricazione, difficilmente sostenibile per l'intero comparto".
 
I problemi sono legati all'attuazione della riforma Delrio: i magistrati contabili avevano già espresso le loro preoccupazioni con la relazione ad hoc sulle Province, anticipata rispetto all'intero esame della finanza locale per "ragioni connesse alla situazione di criticità (per certi versi emergenziale)". Per i magistrati contabili "la forbice tra risorse correnti e fabbisogno per l'esercizio delle funzioni fondamentali, allo stato delle cose, tende ad una profonda divaricazione, difficilmente sostenibile per l'intero comparto, e postula l'adozione di interventi necessari a garantire servizi di primaria importanza".
 
A maggio, nella relazione su "la spesa per il personale degli enti territoriali", i magistrati della Corte dei Conti avevano già manifestato la loro preoccupazione per il ritardo che sta incontrando l'attuazione del riordino delle Province. Nei mesi scorsi, invece, la Cgil aveva sostenuto che gli stipendi dei lavoratori delle Province avrebbero potuto essere a rischio, un'ipotesi seccamente smentita dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia.
 
Dalla Corte critiche anche al decreto Enti Locali, che dopo il via libera del Senato è ora all'esame della Camera, le cui misure "in tema di trasferimento del personale appartenente ai ruoli della polizia provinciale e quelle riguardanti la modulazione delle sanzioni per il mancato rispetto dei vincoli del patto di stabilità per il 2014" appaiono di "relativa efficacia".
 
"Lo stato di precarietà della situazione finanziaria degli enti di area vasta e l'aggravamento ipotizzato, soprattutto nella prospettiva dell'esercizio in corso - sottolinea la Corte dei Conti - stanno avendo progressiva conferma, considerata la fase avanzata della gestione 2015 e la mancanza di novità sul fronte dell'attuazione del riordino". E il riferimento è "in particolare, alle ricadute sulle gestioni finanziarie interessate, generate dall'anticipazione degli effetti finanziari relativi ai tagli di spesa disposti dalla legge di stabilità 2015, rispetto all'alleggerimento della spesa corrente che sarebbe dovuto conseguire al trasferimento degli oneri del personale a seguito della riallocazione delle funzioni non fondamentali".

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