Il presidente russo Vladimir Putin mette sotto amministrazione temporanea le attività di Nestlé e Auchan nel Paese. La proprietà resta formalmente ai gruppi stranieri, mentre la gestione passa a L.E.V. Management, società costituita nel 2024 con un capitale di circa 155 euro. Nestlé sta valutando le possibili mosse.
L.E.V. Management gestirà il 100% delle quote: Nestlé conserva la proprietà ma non decide
Dal 17 settembre L.E.V. Management esercita i poteri legati alle partecipazioni russe di Nestlé e Auchan. Il decreto n. 661 firmato dal presidente Vladimir Putin modifica l’elenco dei beni sottoposti all’amministrazione temporanea introdotta dalla Russia nell’aprile 2023. Per Auchan passano al gestore russo il 99,99858% delle quote appartenenti alla francese Sogepar e il restante 0,00142% detenuto da Meelakker B.V. L.E.V. Management assume così la gestione dell’intero capitale della controllata russa.
Lo stesso avviene per Nestlé Russia. L’84,082% appartiene a Société des Produits Nestlé S.A. e il 15,918% a Nestlé Deutschland AG. Per Nestlé Kuban le due quote sono rispettivamente del 67,44% e del 32,56%. Anche in questo caso il nuovo gestore controlla temporaneamente il 100% delle partecipazioni. Il provvedimento coinvolge in totale 16 entità giuridiche russe. Nell’elenco compaiono anche tre società del gruppo logistico francese FM Logistic, strutture riconducibili a Batilogistic, attività legate all’ex Leroy Merlin, oggi Lemana Pro, ed Enzhe Stroy, controllata dalla francese NG Concept.
La proprietà formale non viene trasferita. Il meccanismo creato con il decreto n. 302 del 25 aprile 2023 consente infatti all’amministratore temporaneo di esercitare i poteri del proprietario senza disporre definitivamente dei beni. Gli azionisti stranieri mantengono quindi la titolarità delle partecipazioni, ma non possono esercitare il controllo sulle società interessate. La revoca dell’amministrazione temporanea può essere decisa dal presidente russo.
La società scelta da Putin ha 15.000 rubli di capitale e nessun ricavo nel 2025
L.E.V. Management è stata registrata a Mosca nell’ottobre 2024. Dichiara come attività principale la consulenza commerciale e manageriale e dispone di un capitale sociale di 15.000 rubli, circa 155 euro. Nel 2025 non ha registrato ricavi e ha chiuso l’esercizio con una perdita di 15.000 rubli.
Dal 10 settembre il direttore generale è Andrei Vyacheslavovich Krayushkin, subentrato a Larisa Rogacheva. Secondo Novaya Gazeta, diverse testate russe lo hanno identificato con l’omonimo ex alto funzionario del ministero dell’Interno che dal 2016 ha ricoperto l’incarico di primo vicecapo della Direzione generale per le migrazioni con il grado di maggior generale di polizia. La ricostruzione si basa su dati anagrafici e fiscali e non è stata confermata ufficialmente dalla società.
Non è pubblicamente nota neppure la proprietà di L.E.V. Management. La società è una società per azioni non pubblica e i nomi dei suoi azionisti non compaiono nel registro pubblico russo delle imprese.
Per Nestlé il passaggio era stato preceduto da una richiesta emersa durante l’estate. Ad agosto il quotidiano Kommersant aveva riferito che KS Logistika, piccola società russa, aveva chiesto direttamente a Putin di sottoporre ad amministrazione temporanea cinque società del gruppo svizzero. La richiesta veniva motivata con l’assenza di nuovi investimenti produttivi e con l’interruzione delle esportazioni dei prodotti realizzati negli stabilimenti russi. Reuters aveva confermato l’esistenza della richiesta senza riuscire a stabilire per conto di chi agisse KS Logistika.
Nestlé valuta le opzioni e punta a garantire la continuità degli stabilimenti
Nestlé ha dichiarato di “aver preso atto” del decreto presidenziale e sta “valutando la situazione e le opzioni disponibili”.
Il gruppo di Vevey ha aggiunto: “Nestlé si impegna ad adottare tutte le misure necessarie per tutelare i propri diritti e garantire la continuità delle proprie attività, nell’interesse di tutte le parti interessate, in particolare dei propri dipendenti”. La Russia rappresenta circa il 2% del fatturato di Nestlé. Il gruppo gestisce nel Paese sei stabilimenti, dove vengono prodotti tra l’altro caffè, dolciumi, alimenti per neonati e mangimi per animali.
Dopo l’invasione dell’Ucraina all’inizio del 2022, Nestlé aveva deciso di non interrompere completamente le attività russe. Il gruppo aveva spiegato di voler continuare a fornire generi alimentari alla popolazione nelle regioni interessate dal conflitto. Ora quelle attività restano formalmente di proprietà di Nestlé, mentre le decisioni sulle due società russe indicate dal decreto passano a L.E.V. Management.


