Quanto fattura Valentino? Nel 2024 ricavi per 1,3 miliardi di euro. E il brand ne vale oltre cinque. Tutti i numeri - Affaritaliani.it

Economia

Ultimo aggiornamento: 11:37

Quanto fattura Valentino? Nel 2024 ricavi per 1,3 miliardi di euro. E il brand ne vale oltre cinque. Tutti i numeri

La strategia punta sempre più sulla distribuzione diretta e sull’e-commerce. Un’eredità industriale che va ben oltre il suo fondatore

di Chiara Feleppa

I numeri di Valentino: 1,311 miliardi di ricavi nel 2024, e-commerce in forte crescita e un brand da oltre 5 miliardi

Valentino Garavani è morto all'età di 93 anni, ma il suo impero è certamente destinato a resistere. Nel 2024 la Maison ha chiuso l’esercizio con ricavi pari a 1,311 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con i 1,349 miliardi dell’anno precedente. Una stabilità che pesa più di una crescita, se letta alla luce delle difficoltà che stanno colpendo molti marchi del lusso, costretti a rivedere al ribasso obiettivi e previsioni. Valentino, invece, mantiene una dimensione da grande player globale: il marchio è presente in oltre 100 Paesi e continua a presidiare i mercati chiave del lusso, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, passando per Europa e Asia.

Alla base della tenuta dei ricavi c’è una strategia solida, volta a rafforzare la distribuzione diretta e ridurre progressivamente il peso del wholesale. Nel 2024 il canale retail, che include boutique monomarca ed e-commerce, è cresciuto del 5% e oggi rappresenta circa il 70% del fatturato complessivo. All’opposto, il wholesale ha registrato un calo del 20%. Un dato che segnala una scelta precisa di posizionamento: meno partner, più selezionati, maggiore controllo sull’immagine del brand e sull’esperienza del cliente finale.

Particolarmente rilevante la performance dell’e-commerce, cresciuto del 37% a cambi costanti e arrivato a pesare per il 15% delle vendite dirette. Un segnale importante, perché dimostra la capacità di Valentino di dialogare anche con un pubblico più giovane e digitale, senza snaturare la propria identità di lusso.

Margini in flessione, ma per un anno di transizione

Se il fatturato tiene, la redditività racconta un anno di passaggio. L’Ebitda si è attestato a 246 milioni di euro, in calo del 22% rispetto al 2023. Una flessione legata in parte a costi non ricorrenti e agli investimenti sostenuti per la riorganizzazione interna e la transizione creativa. In altre parole, Valentino ha scelto di sacrificare parte del margine nel breve periodo per rafforzare la struttura nel lungo termine. Una dinamica tipica delle grandi maison che affrontano cambiamenti strategici profondi.

Nuova direzione creativa e rilancio dell’immagine

Il 2024 è stato anche l’anno del cambio creativo. Dopo l’addio di Pierpaolo Piccioli, a marzo è arrivato Alessandro Michele, chiamato a inaugurare una nuova fase stilistica. Le sue prime collezioni hanno immediatamente riportato attenzione mediatica sul brand, giocando su una rilettura più teatrale e stratificata dell’eredità Valentino. Il messaggio è chiaro: innovare senza rompere con il passato. Un equilibrio delicato, ma fondamentale per un marchio che ha fatto della riconoscibilità uno dei suoi principali asset.

Accanto al core business del fashion, uno dei pilastri più promettenti è il segmento beauty e fragrance, sviluppato in licenza con L’Oréal. Nel 2024 questo comparto ha registrato una crescita del 51%, confermandosi come uno dei principali driver di sviluppo.

Oggi Valentino è controllata dal fondo sovrano del Qatar Mayhoola, che ne guida la strategia di lungo periodo. Nel 2023 l’ingresso del gruppo francese Kering con una quota del 30% ha rappresentato un passaggio decisivo: l’operazione ha attribuito alla Maison una valutazione complessiva di 5,6 miliardi di euro, certificando il suo peso nel lusso globale.

L'eredità lasciata dallo stilista è quella di un marchio capace di sopravvivere al proprio creatore, trasformandosi in un’impresa solida, riconoscibile e ancora centrale nel sistema moda. E i numeri, oggi, lo confermano.