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Economia
Elezioni, la vera arma per combattere la crisi è una "matita"

Verso il voto/ Per combattere questa crisi vigliacca dobbiamo usare una matita

Manca poco, pochissimo. Ormai è solo una questione di giorni, ma questa volta la confusione è totale, perchè mai come in questa tornata elettorale ci troviamo di fronte a un bivio epocale: abbandonare questo teatrino politico ridicolo con una reazione a sorpresa e imprevista, o continuare a credere nella recita e seguire, indefessamente e stoltamente, la corrente del fiume (seppur contaminato da liquami, rifiuti tossici, spazzatura e plastica) e aspettare, rassegnati, che esondi travolgendoci tutti.

E’ un bel dilemma, e anche in questo caso le persone intelligenti sono piene di dubbi e non sanno chi votare, mentre gli altri, come sempre, hanno granitiche e assurde certezze, e hanno abboccato agli ami avvelenati dei loro beniamini.

Non si era mai vista prima nella storia della Repubblica italiana, un’accozzoglia di politici così falsi e pericolosi per il popolo; e non si era mai visto prima un popolo così rassegnato da non riuscire a capire che proprio grazie a questi politici stiamo rotolando nel burrone della povertà, della regressione sociale e nel ripristino dell’era Medievale.

Ma per comprendere meglio il fenomeno di questa crisi e della sua devastante recessione, bisogna capire cosa è successo veramente, bisogna ragionare; e non è cosa facile al giorno d’oggi. Perchè i più deboli, i meno dotati, i più ignoranti, sono ormai anestetizzati da anni e anni di televisione deleterea, da finti Reality, da trasmissioni false, da informazione scorrette, da scuse improbabili e da promesse mai mantenute. Però vale la pena di provarci.

Nel 2020 la pandemia colpisce il mondo intero, lo spaventa, in buona parte lo sfoltisce, e crollano sotto le macerie del Covid almeno il 50% delle piccole imprese italiane, con conseguenze inevitabili e disastrose per l’economia del paese. Il ceto medio-basso è quello che ha la peggio: soccombe e si sgretola. E giù licenziamenti, perdita del lavoro, delle case, della salute; serrande chiuse, fallimenti, indebitamenti, suicidi.

Il Governo non sa che fare, non riesce a fronteggiare lucidamente la situazione, e tra un bonus per il monopattino e i banchi con le rotelle; dopo le zone arcobaleno e i green-pass ballerini, e in piena Pandemia ancora in corso, si ritrova nel bel mezzo del conflitto Russo-Ucraino.

Ma sarà proprio lui, il banchiere dagli occhi di ghiaccio, in nome del popolo italiano che mai gli ha dato diritto di parola, a dare il colpo di grazia definitivo al paese con una ferrea, e discutibile, presa di posizione: inviare aiuti e armi a Zelensky, senza ragione, e sanzionare a più non posso Putin, con l’incredibile pretesa di fiaccare lo Zar nel giro di qualche settimana rendendolo così docile e remissivo. Pretesa che nemmeno i plurilaureati di Facebook nei bar, esperti di geopolitica e di qualsiasi argomento di stretta attualità, avrebbero mai nemmeno potuto sognarsi.

E tutte le altre marionette del Parlamento seguono a cascata il Draghi-pensiero: tutti si professano atlantisti ed europeisti, senza rendersi conto che sarebbe accaduto, da lì a poco, esattamente quello che in questi giorni è accaduto nelle Marche. Perchè non ci vuole il genio di Pico Della Mirandola per capire che i fiumi esondano se non si fanno i lavori di manutenzione e se non si realizzano i progetti di contenimento; così come non serviva il Q.I. di Einstein per ipotizzare che le sanzioni a Putin avrebbero inanellato la più grande crisi economica planetaria dal dopoguerra ad oggi.

Ma per cosa poi? Per chi? Per favorire Biden e fortificare il sistema bancario internazionale? Per permettere a Zelensky di finire sorridente con la moglie sulla copertina di Time? Per realizzare il sogno malato di un Davide ucraino che da anni e anni combatte un Golia russo fino a fare scoppiare un conflitto nucleare mondiale? Ci sono centinaia e centinaia di guerre intestine nel mondo, guerre a cui nessuno presta nemmeno attenzione: e perchè in quelle guerre nessuno ci mette becco?

In questi sette mesi di sostegno all’Ucraina è come se l’Italia avesse sfidato il campione del mondo di Biliardo a giocare una partita, ma senza impugnare la stecca. Perchè tutto è aumentato e continuerà ad aumentare, sconsideratamente. E tra le tantissime vere e proprie speculazioni, emergono i costi, purtroppo reali, dell’energia: una vera e propria crisi energetica alimentata da una disgraziata congiuntura di fattori che si riflette in un caro bollette senza precedenti. Secondo i dati dell’ARERA, il primo trimestre 2022 ha fatto registrare un aumento dell’energia elettrica del 55%, e del 42% del gas.

Gli italiani che si apprestano ad andare a votare devono sapere che l’aumento delle bollette è dovuto, esclusivamente, all’incremento del prezzo del gas sui mercati internazionali, da cui dipende il 40/50% della produzione elettrica italiana. E tra la pandemia, i fattori meteo sfavorevoli, e le tensioni geopolitiche internazionali in ambito energetico, in quella ipotetica partita a Biliardo abbiamo perso tutti quanti, perchè ci hanno fatto filotto e contro-filotto, più volte.

E continueranno a farlo, fino a che qualcuno di noi non smetterà di avere quelle inutili e stolte certezze, e non inizierà a pensare e a ragionare con la propria testa. Fino a che non capiremo, tutti quanti, che la vera arma, quella più letale, non è certo spegnere le luci nelle periferie, o non usare il forno per prepararsi da mangiare. E non è nemmeno ritornare indietro nel tempo spegnendo i caloriferi, o abbassando le temperature negli ospedali e nelle Rsa, mettendo a rischio la vita degli anziani, dei malati, dei più cagionevoli.

Perchè la vera arma per combattere questa crisi vigliacca e di potere politico, di una destra che non rappresenta più la destra, e di una sinistra che non rappresenta più la sinistra, non è fare crollare ulteriormente una qualità della vita già misera, stravolgendo l’esistenza di un popolo martoriato da due anni di Pandemia (tra l’altro per niente debellata): la vera arma non è altro che una matita. Una matita da usare come un colpo di cannone sparato contro un modo sbagliato di fare politica. O una matita da lasciare semplicemente sul tavolo, senza usarla.

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