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Ristoranti, il problema non è la mancanza di clienti ma la burocrazia: nasce il “dipendente AI” per automatizzare il locale

L’app grazie all’intelligenza artificiale consente di gestire in modo più efficiente le pratiche burocratiche per il settore food & beverage

Ristoranti, il problema non è la mancanza di clienti ma la burocrazia: nasce il “dipendente AI” per automatizzare il locale
Ristorante

In un settore dove circa il 55% del tempo dei ristoratori è dedicato a incombenze operative, una startup italiana propone un “dipendente AI” che automatizza acquisti, costi, magazzino e haccp, riducendo sprechi, errori e stress legati alla burocrazia

Aprire un ristorante, in Italia, è spesso una scelta che nasce dalla passione. Dietro ogni locale si trovano tradizioni familiari, competenze costruite negli anni e imprenditori che investono tempo e risorse per offrire ai propri clienti un’esperienza di qualità. Nella gestione
quotidiana, però, questa dimensione si confronta con un’attività sempre più complessa dal punto di vista organizzativo, nella quale gli adempimenti amministrativi occupano una parte crescente del lavoro.

Molti ristoratori si trovano infatti a gestire una mole sempre maggiore di attività burocratiche senza poter contare su personale dedicato all’operatività amministrativa. Chi dovrebbe concentrarsi sulla cucina, sul servizio e sullo sviluppo del locale finisce così per dedicare gran parte della giornata a ordini, documentazione, registri e controllo dei costi, con circa il 55% del tempo assorbito proprio da incombenze operative e gestionali.

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È dall’osservazione di questa criticità che nasce Ordinoo, startup che ha sviluppato una piattaforma basata sull’Intelligenza Artificiale progettata per automatizzare alcune delle attività amministrative che incidono maggiormente sulla gestione quotidiana di
ristoranti, bar e strutture ricettive.

“In questo settore chi apre un locale lo fa quasi sempre per la vocazione all’accoglienza e alla cucina, ma finisce per trascorrere oltre la metà della propria giornata a rincorrere scartoffie, registri e fogli di calcolo. Il vero nemico della ristorazione italiana oggi, più che la mancanza di clienti, è il peso di un carico amministrativo che disperde le energie e consuma i margini in modo silenzioso.” commenta Giuseppe Arturo, co-founder di Ordinoo.

Un dipendente AI che automatizza ordini e conformità legislative

Negli ultimi anni la gestione delle attività del settore food & beverage è diventata sempre più complessa. Tra gli obblighi imposti dalla normativa europea in materia di sicurezza alimentare e tracciabilità, la gestione dei fornitori, margini sempre più ridotti e l’incremento
dei costi della materia prima, l’amministrazione di un locale richiede oggi un impegno significativo, generando inefficienze, stress e perdite economiche spesso difficili da individuare. Si tratta di una situazione che, secondo i dati del rapporto FIPE 2026, porta alla chiusura di circa la metà dei locali nei primi cinque anni di vita.

Progettata con un’architettura integrata e accessibile da smartphone, la piattaforma di Ordinoo interviene proprio sulle procedure che assorbono la maggiore quantità di tempo e risorse. Il sistema utilizza l’intelligenza artificiale per leggere documenti come DDT, fatture e scontrini, incrociarli con i dati delle vendite e monitorare andamento del magazzino, suggerire gli ordini ai fornitori e calcolare automaticamente indicatori come food cost e marginalità.

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Parallelamente, la piattaforma automatizza anche la gestione della conformità sanitaria prevista dal protocollo HACCP. Al momento della consegna delle merci è sufficiente fotografare la bolla di accompagnamento affinché l’Intelligenza Artificiale estragga le informazioni rilevanti e compili automaticamente i registri richiesti dalla normativa, eliminando gran parte della documentazione cartacea e riducendo il rischio di errori o sanzioni in caso di controlli.

“Per noi l’intelligenza artificiale non deve mai sostituire il calore del fattore umano, ma deve agire come un motore invisibile nel back-office. Delegando alla tecnologia le incombenze più logoranti e ripetitive, l’obiettivo non è stravolgere il mestiere del ristoratore, ma semplicemente restituirgli il tempo e la lucidità per poterlo fare al meglio”, conclude Giuseppe Arturo.

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