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Economia
Siccità in Sicilia: "Nessun raccolto. Agricoltori a rischio reddito zero"

Siccità, emergenza Sicilia. Parla il presidente dei Giovani di Confagricoltura: "Produzione al declino e agricoltori senza reddito"

"Gli agricoltori siciliani stanno rinunciando al raccolto, la produzione è devastata". È drammatico l’allarme nelle parole di Giovanni Gioia, presidente dei Giovani di Confagricoltura e titolare dell'azienda agricola Kibbò, che ha raccontato ad affaritaliani.it come la Sicilia stia affrontando un'emergenza senza precedenti.

A differenza delle regioni del nord, che hanno vissuto una primavera da record per le piogge, il 70% del territorio dell'isola è attualmente a rischio effettivo di desertificazione, e nessuna misura nell'immediato riuscirebbe a contrastare questa tendenza. Grano, cereali e foraggi registrano perdite quasi totali, ma l’assenza di piogge sta colpendo anche gli animali.

L’agricoltura siciliana rischia davvero il disastro per la perdurante siccità?

È una siccità senza precedenti. Quest'anno parliamo di numeri devastanti: secondo alcune stime, il danno è tra il 70% e il 90% sulla produzione, interessando una superficie di circa 200.000 ettari di grano duro. In Sicilia, la superficie dedicata al grano duro annualmente è di circa 280.000 ettari. Cosa significa questo? Significa che oltre i due terzi della superficie destinata al grano duro, e più in generale ai cereali a paglia (a cui si aggiungono anche le foraggere e le erbacee) che costituiscono la produzione agricola siciliana, sono attualmente devastati.

In che modo stanno rispondendo gli agricoltori all'emergenza agricola?

I campi ora appaiono come fili di paglia senza spighe. Molti agricoltori hanno dovuto rinunciare alla raccolta perché il prodotto non coprirebbe neppure le spese della trebbiatura. Quando la produzione non supera una certa soglia, non ha senso nemmeno mettere in campo la mietitrebbiatrice.

Anche gli allevamenti stanno soffrendo a causa della mancanza di fieno e foraggi per gli animali. In casi eccezionali, gli allevatori siciliani stanno addirittura acquistando fieno dal nord Italia. Ma una delle preoccupazioni più gravi è la completa assenza di reddito per gli agricoltori e i coltivatori di cereali.

Si spieghi meglio

Produzione prossima a zero, combinata alla scarsezza di risorse pubbliche, potrebbe veramente lasciare gli agricoltori senza un minimo di reddito quest'anno. La cerealicoltura siciliana già da anni non naviga nell'oro: si sono susseguite annate non particolarmente produttive, quindi non abbiamo registrato numeri giganteschi. Pertanto gli agricoltori siciliani non hanno avuto modo di accumulare grandi riserve economiche.

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Anche l'energia idroelettrica in Sicilia è in crisi a causa della siccità. C'è un piano per diversificare le fonti energetiche e rendere la regione meno dipendente dalle risorse idriche?

La produzione idroelettrica della Sicilia è veramente minima. La nostra principale preoccupazione riguarda l'approvvigionamento di acqua per usi civili, che naturalmente ha la priorità. Ad esempio, nella provincia di Agrigento ci sono gravi difficoltà nelle strutture ricettive a causa del razionamento idrico da parte dei Comuni. C'è una profonda preoccupazione per la tenuta del sistema idrico nei prossimi tre mesi: le riserve d'acqua sono ai minimi storici e gli invasi siciliani hanno capacità ridotte.

Quali sono le misure immediate che la regione sta adottando per contrastare questa emergenza, e perché non sono state prese prima?

Ora bisogna pensare a dei ristori perché la mancanza di reddito per i coltivatori siciliani è praticamente totale. C'è stato il decreto siccità, ma ha principalmente affrontato l'emergenza riguardante l'uso civile dell'acqua, con fondi destinati al ripristino delle condutture utilizzate dai consorzi di bonifica. Qua non stiamo parlando di indennizzi per la produzione persa, che è quasi del tutto compromessa. Parliamo di investire decine di milioni di euro necessari per aiutare gli agricoltori che stanno subendo gravi perdite.






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