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Tasse, c’è la dilazione di 24 mesi. Regolare i conti col Fisco sospeso

Cosa prevede il decreto Agosto dopo i mesi di lockdown

Tasse, c’è la dilazione di 24 mesi. Regolare i conti col Fisco sospeso
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Iper-dilazione di 24 mesi per la seconda rata delle tasse. Lo prevede il decreto legge Agosto varato ieri in serata “salvo intese tecniche” dal Consiglio dei ministri. Metà del dovuto verrà pagato nel 2020, ma la restante parte sospesa nei mesi del lockdown non andranno più saldate entro la fine dell’anno ma in due anni, con 24 rate mensili. 

Il primo appuntamento con il Fisco non viene spostato e resta fermo al 16 settembre, tra poco più di un mese. Ma le rate saranno molto più leggere perché da 4 diventano 24. A essere diluiti sono i versamenti di tasse, contributi e ritenute previsti per i mesi di marzo, aprile e maggio. 

Gli acconti delle tasse previsti a novembre slitteranno ad aprile per gli autonomi che abbiano registrato perdite di fatturato di “almeno il 33%” nel primo semestre di quest’anno. Lo slittamento della scadenza interessa professionisti e lavoratori autonomi in regime forfettario. 

Il decreto agosto arriva al traguardo dopo un lungo braccio di ferro nella maggioranza e uno scontro frontale tra le parti sociali sui licenziamenti. La terza manovra anti-Covid da 25 miliardi contiene interventi per lavoro e imprese, fisco e liquidita’, sostegno agli enti locali, risorse per il Mezzogiorno e la ripartenza in sicurezza della scuola, ma anche per Alitalia e AirItaly. Il premier Giuseppe Conte si e’ detto soddisfatto delle “misure significative” ricordando che con il dl agosto salgono a 100 miliardi gli interventi complessivi messi in campo dal governo.

Il presidente del Consiglio ha tenuto a elencare molte voci contenute nel provvedimento – dal sostegno alle attivita’ nei centri storici all’anticipo al primo dicembre del cashback – sottolineando che l’intervento a sostegno del lavoro e’ cospicuo e pari a 12 miliardi. Per il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, le misure garantiranno “la ripartenza economica e l’occupazione” e l’obiettivo e’ di realizzare “misure strutturali che anticipino il Piano del Recovery fund” che sara’ presentato a ottobre.

Dopo il compromesso raggiunto faticosamente sui licenziamenti, che saranno bloccati finche’ sara’ possibile fruire delle ulteriori 18 settimane di cig e degli sgravi contributivi alternativi, il terreno di scontro si e’ spostato sul bonus per i consumi e i ristoranti e sulle tasse per gli autonomi. Il ministro delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, ha lasciato la clinica in cui era ricoverata per accertamenti per andare in Cdm a difendere il suo fondo per i ristoranti in perdita che acquistano prodotti integralmente made in Italy, e ha strappato 600 milioni, meno del miliardo richiesto ma piu’ dei 400 milioni previsti nelle bozze del provvedimento circolate.

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E’ saltato invece il bonus per il rilancio dei consumi su cui premevano M5s e la sottosegretaria al Mise Alessia Morani (Pd). Per incentivare gli acquisti resta in campo il piano cashback con meccanismi di rimborso per chi paga al ristorante o nei negozi con carta, anticipato a dicembre, con una dote rafforzata di 1,75 miliardi che si aggiungera’ ai 3 miliardi stanziati per il 2021. “Abbiamo scelto di evitare la dispersione in un numero eccessivo di misure, ci sono misure su filiere, centri particolarmente colpiti dal calo del turismo nazionale, la filiera della ristorazione e agroalimentare, poi da dicembre ci sara’ una misura generale di sostegno ai consumi e ai pagamenti digitali“, ha detto Gualtieri spiegando che il cashback sara’ “un meccanismo a punti e non di sconti” e consentira’ di avere “rimborsi in tranche semestrali”. Per le attivita’ commerciali dei centri storici che abbiano registrato perdite del 50% arriva, invece, un contributo a fondo perduto.

Anche sul fisco si e’ consumata una lunga battaglia. Italia Viva porta a casa il rinvio degli acconti di novembre ad aprile per i contribuenti soggetti ai nuovi indici sintetici di affidabilita’ fiscale e per gli autonomi in regime forfettario che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020. Una misura che vale 2,2 miliardi.

Entra anche, nonostante sia rimasta a lungo al vaglio della Ragioneria, la norma sulla fiscalita’ di vantaggio al Sud che prevede uno sgravio del 30% dei contributi previdenziali per tutte le aziende che operino nel Mezzogiorno, dal 1 ottobre al 31 dicembre 2020. Un intervento fortemente sostenuto dal ministro per il Sud, Peppe Provenzano. “La Commissione europea ci pone come priorita’ di colmare il divario e noi siamo ottimisti di poterla presentare come tassello della strategia con cui governo con determinazione affronta il tema Mezzogiorno, saremo in prima fila per difendere questa misura, siamo convinti di poterla portare a casa”, ha detto Provenzano.

Rimasto in bilico fino all’ultimo, per le resistenze di Pd e Iv, alla fine arriva il rinnovo del reddito di emergenza con una quota una tantum da 400 a 800 euro, misura sostenuta da Leu e M5s. E c’e’ un fondo per la formazione delle casalinghe da 3 milioni l’anno a partire dal 2020. Spunta anche una sanatoria per i cosiddetti pertinenziali delle spiagge, ovvero bar, chioschi, ristoranti, e tutti quegli immobili con destinazione commerciale che, in quanto ritenuti di difficile rimozione, al termine del primo periodo di concessione sono stati acquisiti al pubblico demanio dello Stato: potranno chiudere i contenziosi saldando solo il 30% del dovuto in un’unica soluzione o pagando il 60% rateizzato fino a un massimo di 6 anni. Per gli enti locali arrivano circa 5 miliardi e i Comuni sono riusciti a strappare 200 milioni in piu’. Confermati i 500 milioni per gli incentivi agli acquisti di auto a basse emissioni e un miliardo per la ripartenza della scuola in sicurezza.