Dal 1° gennaio 2027 si riducono di tre mesi i tempi previsti per la liquidazione del Tfs dei dipendenti pubblici che maturano i requisiti per la pensione. Il termine passa da 12 a 9 mesi, ma resta un ulteriore periodo massimo di tre mesi per il pagamento.
Tfs statali, quanto bisognerà aspettare nel 2027
Per una parte dei dipendenti pubblici l’attesa per la liquidazione si accorcia. La Corte costituzionale, nell’ordinanza numero 25 del 2026, ricorda che la legge 199 del 2025 ha previsto dal 1° gennaio 2027 la riduzione da 12 a 9 mesi del termine per il pagamento del trattamento di fine servizio per i lavoratori che maturano da quella data i requisiti interessati dalla nuova disciplina. Rimane però l’ulteriore termine trimestrale previsto per completare la liquidazione.
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Il pagamento potrà quindi arrivare, in linea generale, entro 12 mesi, invece dei 15 che risultavano dalla somma dei precedenti 12 mesi di attesa e dei tre mesi concessi all’ente per gli adempimenti. La riduzione riguarda tre mesi e non elimina quindi completamente il differimento del Tfs.
Tfs statali, sopra 50mila euro restano le rate
Non cambia neppure il meccanismo legato all’importo della liquidazione. L’Inps stabilisce che il trattamento viene pagato in un’unica soluzione fino a 50mila euro lordi. Per importi superiori a 50mila e inferiori a 100mila euro sono previste due rate annuali. La prima può arrivare a 50mila euro, mentre la seconda contiene la parte restante.
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Da 100mila euro in su le rate diventano tre. Le prime due arrivano fino a 50mila euro ciascuna e nella terza viene versata la somma residua. Le tranche successive sono pagate a distanza di 12 mesi. La riduzione prevista per il 2027 riguarda quindi il momento in cui matura il diritto alla prima liquidazione, non cancella la rateizzazione.
Tfs statali, la Corte costituzionale chiede una nuova riforma
La modifica non ha chiuso il confronto sui tempi del Tfs. La Corte costituzionale considera ancora insufficiente la disciplina attuale e ha ribadito che il legislatore deve programmare una progressiva eliminazione dei meccanismi che rinviano e rateizzano il pagamento. I giudici hanno rinviato la questione all’udienza del 14 gennaio 2027, quando verranno valutati anche eventuali nuovi interventi legislativi.
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La Consulta aveva già richiamato Parlamento e Governo negli anni precedenti, sottolineando il legame tra trattamento di fine servizio e retribuzione maturata dal lavoratore. Per chi andrà in pensione nel 2027 la modifica già approvata consente quindi di abbreviare l’attesa iniziale di tre mesi. Ulteriori cambiamenti dipenderanno dalle scelte del legislatore e dal nuovo esame della Corte costituzionale.


