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Economia
Casini (UniCredit) (1)Andrea Casini, chief operating officer e vicepresidente
di UniCredit Bulbank, all'inaugurazione del progetto "The Branch
of the Future" a Sofia

twitter@andreadeugeni

Una filiale ipertecnologica che si consulta come un iPad. E' la filiale del futuro. Almeno per UniCredit, una scommessa che la banca di Piazza Cordusio ha appena deciso di fare in una delle aree più ad Est coperte dalla presenza della più europea delle banche italiane.

Dopo aver avviato a fine 2011 la svolta con il piano industriale sfoltendo la rete, ripensandone gli spazi e differenziando gli sportelli in hub e light, il gruppo guidato da Federico Ghizzoni prosegue con la sua rivoluzione nelle filiali che devono sempre di più tener conto dell'evoluzione del mercato, lanciando a Sofia in Bulgaria, dove Piazza Cordusio opera attraverso la controllata UniCredit Bulbank, il progetto-pilota "The Branch of the Future" (la filiale del futuro, ndr). L'apertura, cioè, di uno sportello nel businness park della capitale bulgara, il nuovo quartiere a Sud di Sofia con 14 palazzi per uffici in grado di ospitare 9 mila persone, che ribalta completamente i tradizionali criteri con cui in passato venivano avviate e gestite le filiali. Un modello di nuova relazione fra banca e clienti (nei prossimi mesi ne partirà un altro, sempre a Sofia) che, se avrà successo, verrà replicato in tutti i 49 Paesi che fra controllate e uffici di rappresentanza ospitano UniCredit.

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Design innovativo e avvenieristico che in Italia ricorda un po' quello delle antesignane Ing Direct e CheBanca!, ma con una dose massiccia di strumentazione hi-tech (a cominciare da un mega touch-screen che si consulta come un iPad piazzato all'ingresso della branch), è il tratto distintivo della branch of the future secondo i criteri elaborati dai tecnici e dai consulenti di Piazza Cordusio. Esperti che mirano a fare dell'ingresso in filiale un'esperienza piacevole e gratificante per un cliente sempre più informato, meno bisognoso di esser seguito in tutti i classici step dell'intermediazione bancaria, desideroso di maggiore autonomia e sempre più tecnologico e internettiano.

 

 

La filiale del futuro (operativa 24 ore su 24 per sette giorni su sette), che secondo i piani di UniCredit arriverà fra qualche anno anche in Italia, segue infatti l'evoluzione del mercato bancario. Un comparto dove i canali alternativi stanno diventando protagonisti, anche se più della metà dei clienti continua ancora a recarsi in banca e non opta solo per il telefono o per il web-banking. Un modello di business che rende ormai troppo onerose le precedenti stutture dei costi (troppe filiali e troppo personale, soprattutto nei Paesi core) e che ha imposto ai top manager di ripensare la rete e i compiti dei bancari: il tradizionale sportellista-funzionario ormai non esiste più e deve trasformarsi, come aveva spiegato ad Affaritaliani.it il chief operating officer di UniCredit Paolo Fiorentino, in una sorta di consulente che affianca il cliente nei servizi più evoluti che la banca fornisce. Ed è su questi principi che è stata modellata la branch of the future, un open-space tutto in wi-fi in cui a fianco del bancomat e dello sportello depositi (piazzati all'interno e non all'esterno dell'immobile) il cliente viene accolto da un customer manager, trova risposta ai propri bisogni entro tre minuti, ha accesso velocemente a tutte le informazioni anche grazie a un contatto diretto con il bancario-consulente e può bersi pure un caffè.

Perché UniCredit ha deciso di partire con il progetto in Bulgaria, quasi ai margini dell'impero di Piazza Cordusio? Dalla banca spiegano che la popolazione bulgara per alcune caratteristiche è simile a quella italiana, il sistema politico-istituzionale è investment-friendly, l'economia di Sofia ha tassi di crescita molto maggiori rispetto alla media europea e UniCredit Bulbank con 219 filali, 3.800 impiegati, 1,3 milioni di clienti e asset per 6,5 miliardi di euro è la prima banca del Paese. Qualità e numeri che costituiscono una buona garanzia di successo.

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