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Economia
Tim si concentra sui clienti business: il piano dopo la cessione della Rete

Tim si concentra sui clienti business

La nuova strategia di TIM senza rete fissa si concentra sui clienti business, decisamente più redditizi rispetto all'ampia base di clienti consumer, dove la competizione sulle tariffe e le iniziative dell'Antitrust Ue come il roaming gratuito nei paesi dell'Unione Europea, hanno significativamente ridotto i margini degli operatori. L'Ad Pietro Labriola pone grande fiducia in Tim Enterprise, che già genera un fatturato di circa 3 miliardi di euro. Inoltre, lo spin-off della rete, come affermato in una nota ufficiale dell'ex monopolista, "permetterà di adottare un nuovo modello aziendale che renderà il gruppo più competitivo sia nel mercato enterprise che consumer in Italia, grazie a una maggiore attenzione alle componenti industriali e commerciali e a una solida struttura finanziaria".

La società potrà quindi competere nel mercato domestico beneficiando della riduzione dei vincoli regolatori che la costringevano a proporre tariffe facilmente replicabili dai concorrenti. L'obiettivo di Tim (e degli altri operatori) non è offrire tariffe estremamente vantaggiose nel mercato consumer, ma piuttosto promuovere servizi innovativi per incrementare i margini.

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Infatti, la guerra dei prezzi si è stabilizzata. Nel mobile, il benchmark è una tariffa di 9,99 euro con chiamate illimitate e circa 150 gigabyte di traffico, mentre nel fisso la media è di circa 24 euro al mese per internet e telefono fisso. Questa cifra diminuisce se il cliente opta per un'offerta "bundle", che include sia il fisso che il mobile. Il pacchetto più completo è il "triple play", che include anche servizi di streaming.

Tim, attraverso Timvision, aveva investito molto nel calcio, pagando a Dazn 350 milioni all'anno per i diritti del campionato. Ora il contributo è notevolmente inferiore e Tim ha aumentato le tariffe di Timvision a 42,99 euro al mese (ridotti a 29 euro per i primi tre mesi) che includono il campionato di calcio, Infinity, Netflix e altre piattaforme di programmi in streaming gratuiti. Ricapitolando dunque sul fronte consumer non sono previste rivoluzioni anche perchè la concorrenza nel settore si basa principalmente sulla convenienza della tariffe e non sui servizi offerti mentre nel segmento business ci potrebbero essere nuove opportunità.

Tra l'altro Tim, una volta che Vodafone Italia passerà nelle mani di Fastweb nel corso del primo trimestre 2025 si troverà davanti un concorrente di livello soprattutto nel segmento business e nella telefonia fissa. I gestori, per accaparrarsi nuovi clienti, cercheranno di moltiplicare i servizi piuttosto che abbassare le tariffe che sono già tra le più basse dell'Unione Europea.






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