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Economia
Transizione 4.0, mazzata Eurostat per il M5S sulla cessione degli incentivi

E pensare che il ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli proprio stamattina, in una intervista a La Stampa, aveva parlato di un nuovo M5S “che deve dialogare con le imprese”. E aveva detto: “Ripartirei da un piano che chiamerei Transizione 5.0 con al centro la cedibilità del credito di imposta”.

Peccato, però, che proprio nelle stesse ore in cui Patuanelli rilasciava quelle dichiarazioni, Eurostat affossava (definitivamente?) la possibilità di cedere a terzi gli incentivi fiscali per gli acquisti di beni strumentali in seno al piano Transizione 4.0, proprio come avviene per il Superbonus 110% sulle ristrutturazioni energetiche e antisismiche degli immobili. 

A una richiesta di chiarimento contabile inoltrata da Istat, il 29 maggio scorso, in merito alla registrazione nei conti nazionali delle due misure agevolative, l’istituto statistico europeo ha risposto sostenendo che secondo i principi del SEC 2010 e dell’Mgdd (Manual on Government Deficit and Debt), la cedibilità dei crediti fiscali di Transizione 4.0 ha una natura “payable, per questo motivo la sua introduzione avrebbe un impatto immediato sui conti pubblici, visto che l’intero credito andrebbe imputato sul primo anno, e richiederebbe un’ulteriore copertura finanziaria. 

Eurostat ha invece “salvato”, nel parere, la trasferibilità del Superbonus 110%, in nome dell’assenza di “criteri precisi su questi aspetti che permettano di definire con chiarezza se la misura sia ‘non-payable’ o ‘payable’” e ha preannunciato “una guida metodologica in attesa della pubblicazione della versione aggiornata dell’Mgdd. Nel frattempo la misura continuerà a essere registrata nei conti nazionali come ‘non-payable’”.

E menomale: perché l’eventuale bocciatura della cedibilità pure per i crediti del Superbonus avrebbe mandato in pezzi la maggioranza di governo, oltre a far saltare un tassello importante del Pnrr italiano. Già lo stop alla trasferibilità di Transizione 4.0 promette adesso di lasciare strascichi politici pesanti. Il M5S ne aveva fatto una bandiera, allargando il ragionamento al progetto di una piattaforma per la cessione di tutti bonus, tema chiave della loro proposta complessiva di riforma del fisco.

E le polemiche si erano accese, a maggio, per un emendamento pentastellato al decreto Sostegni che era stato stralciato dalla Ragioneria dello Stato proprio in ragione di questo nodo contabile. Tuttavia, nei giorni scorsi il Cinquestelle ci ha riprovato con un altro emendamento, molto simile, del senatore Mario Turco al decreto Fondo Complementare. Adesso, quella di Eurostat ha tutta l’aria di essere una pietra tombale sul dossier.

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