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Economia
Ue: Italia fra i sorvegliati sul mega-debito. Ma nel 2023 procedura evitabile
Paolo Gentiloni Mario Draghi
Lapresse

"Cipro, Grecia e Italia continuano a registrare squilibri eccessivi, legati all'elevato debito pubblico e all'elevata quota di crediti deteriorati, nonostante i continui e significativi progressi in questo settore". Il nostro Paese come di consueto finisce sul bancone degli imputati delle raccomandazioni di primavera della Commissione europea che quest’anno però per la sospensione del Patto di Stabilità (fino al 31 dicembre 2022) nell’era Covid non fornirà i singoli target agli Stati manchevoli, non esponendoli dunque al rischio della procedura d’infrazione comunitaria.

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Le analisi di Bruxelles quest’anno, oltre alle indicazioni generali, mettono sul tavolo solo raccomandazioni sugli orientamenti generali di politica di bilancio, ma senza cogenza. Quindi i Paesi più in difficoltà, quando le condizioni economiche lo consentiranno, dovranno mettere in campo azioni volte a raggiungere posizioni di bilancio prudenti a medio termine e a garantire la sostenibilità del quadro della finanza pubblica a medio termine.

Allo stesso tempo, potenziare gli investimenti per aumentare il potenziale di crescita. Infine, "prestare particolare attenzione alla composizione delle finanze pubbliche, sia dal lato delle entrate che delle spese, e alla qualità delle misure di bilancio, per garantire una ripresa sostenibile e inclusiva", si legge ancora nelle raccomandazioni comunitarie.

"Dare priorità agli investimenti sostenibili e favorevoli alla crescita, in particolare sostenendo la transizione verde e digitale. Dare priorità alle riforme strutturali di bilancio che contribuiranno a fornire finanziamenti per le priorità di politica pubblica e contribuiranno alla sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche, anche rafforzando la copertura, l'adeguatezza e la sostenibilità dei sistemi sanitari e di protezione sociale per tutti", spiega poi Bruxelles..

Daniele Franco
 

L’Italia, in particolare, “presenta squilibri eccessivi" e "le vulnerabilità riguardano l'elevato debito pubblico e la protratta debole dinamica della produttività", che hanno rilevanza transfrontaliera in un contesto di fragilità del mercato del lavoro e del settore bancario”. "Il rapporto debito pubblico/Pil" dell'Italia "è aumentato notevolmente nel 2020 (intorno al 160%, ndr), riflettendo il calo del Pil e la risposta di bilancio alla crisi del Covid-19, e dovrebbe diminuire solo nel 2022".

"La produttività del lavoro - prosegue il documento nella parte dedicata al nostro Paese - è aumentata nel 2020, ma la crescita della produttività a lungo termine rimane limitata da ostacoli agli investimenti pubblici e privati e dai limiti alla crescita delle imprese più produttive". "I tassi di attività e di occupazione rimangono al di sotto della media Ue", precisa la Commissione che ribadisce le sue preoccupazioni per "la crescita molto lenta della produttività" che "insieme ai bassi tassi di occupazione, ostacola la crescita potenziale, che a sua volta limita lo spazio per la riduzione dell'indebitamento".

Un altro aspetto evidenziato da Palazzo Berlaymont riguarda "il settore bancario italiano", il quale, sebbene "sia diventato più robusto e resiliente negli anni precedenti alla crisi del Covid-19", rimane esposto alle "vulnerabilità" che "rimangono". "In particolare, i prestiti in sofferenza (noti come Npl, ndr) sono diminuiti negli ultimi anni, ma sono ancora relativamente elevati e rischiano di aumentare una volta che le misure di sostegno temporaneo saranno gradualmente eliminate", sottolineano i commissari Ue.

Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni ha ricordato come "con la clausola di salvaguardia generale (del Patto di Stabilità e Crescita, ndr) ancora in vigore, è logico che oggi non venga presa alcuna decisione di avviare procedure per i deficit eccessivi".  "Solo nel caso della Romania, già in procedura per i disavanzi eccessivi prima della pandemia, la Commissione ha proposto oggi un percorso di aggiustamento di bilancio aggiornato, con una raccomandazione per correggere il disavanzo eccessivo entro il 2024", ha spiegato.

(Segue: le regole del Patto stabilità torneranno dal primo gennaio del 2023, ma terranno conto delle differenti situazioni dei singoli Stati) 

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