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Spettacoli
Caleidoscopio: su Netflix c'è la più bella serie "heist" dopo La Casa di Carta

Caleidoscopio: ecco perché la miniserie di Netflix è davvero unica

 

La serie più bella del 2023? “Caleidoscopio”, pubblicata su Netflix il 1 gennaio, è già oggi una credibile candidatura. Anzi, quello firmato da Eric Garcia è certamente il più avvincente prodotto del genere “heist” fin dai tempi del leggendario “La Casa di Carta”. I punti di contatto con le avventure del Professore e della sua banda sono molti, a partire dalla trama: un gruppo di rapinatori guidati da un leader carismatico si mette in testa un'impresa impossibile, ovvero un furto di ben 7 miliardi di dollari in un caveau inaccessibile, concretizzando un piano elaborato nell'arco di molti anni e nel quale i soldi non sono l'unico movente, ma contano molto anche le vendette personali. Inoltre, rispetto a “La Casa di Carta”, in “Caleidoscopio” troviamo altre pecularità che rendono la visione particolarmente avvincente:

Caleidoscopio, la struttura narrativa

Se ne è parlato molto anche prima della sua uscita, perchè si tratta della prima serie nella quale la successione degli episodi non segue una precisa scansione temporale, ma può essere guardata in qualsiasi ordine. Per questo, ognuno degli otto episodi è identificato da un colore, più uno (l'episodio “nero”), che dura appena un minuto e serve appunto a fornire allo spettatore le istruzioni per l'uso di questa particolare formula. Chiaramente, come ne “La Casa di Carta”, la storia di per se' alterna progressioni cronologiche a flashback, quindi già così l'asse temporale è ampiamente manipolato dagli autori. Tuttavia, è la prima volta che allo spettatore viene concessa la possibilità di scegliere l'ordine delle puntate... e chissà che la prospettiva sugli eventi non cambi proprio in base a tale opzione. 

Caleidoscopio, una manna per i binge-watchers

Se “La Casa di Carta” era suddivisa in cinque stagioni, con l'ultima a sua volta spezzata in due, “Caleidoscopio” è invece una miniserie, i cui singoli episodi durano meno di un'ora ed è quindi particolarmente adatta per chi ama il binge-watching, magari approfittando delle festività natalizie.

Caleidoscopio, un Giancarlo Esposito davvero da Oscar

Al posto del celeberrimo “Professore” interpretato da Alvaro Morte ne “La Casa di Carta”, a formare e guidare la banda è Leo Pap, a cui presta il volto uno straordinario Giancarlo Esposito. L'attore italoamericano, classe '58, era fin noto soprattutto per l'interpretazione di Gus Fring nella serie “Breaking Bad” e nello spin-off “Better Call Saul” (valsa tre nomination agli Emmy), e per quelle di Tom Neville in “Revolution” e di Moff Gideon in “The Mandalorian”. Il suo Leo Pap è, se possibile, ancora meglio riuscito, con una recitazione dal realismo impressionante nel portare in scena la sua malattia (il morbo di Parkinson) e una seconda identità che si scopre man mano che gli episodi (anzi: i colori) scorrono sullo schermo.
 


Caleidoscopio: la bellissima Paz Vega e una squadra di successo 

Accanto a Giancarlo Esposito, ci sono due personaggi che davvero bucano lo schermo. Uno è il villain Roger Salas (Rufus Sewell, “The Man in the High Castle”), poi c'è la splendida 47enne spagnola Paz Vega (“The OA”, “Parla con lei”), che nei panni della spregiudicata avvocata Ava Mercier affianca Leo Pap nella preparazione e nella realizzazione del colpo. Altrettanto in forma la banda, composta da Judy Goodwin (Rosaline Elbay, “Qabeel”), Hannah Kim (Tati Gabrielle, “Chilling Adventures of Sabrina”), Stan Loomis (Peter Mark Kendall, “The Americans”) e Bob Goodwin (Jai Courtney, “Stateless”) e tutto il resto del cast, nel quale spicca l'investigatrice Nazan Abassi (Niousha Noor, “Here and now”).

Caleidoscopio, una prova d'autore

Al di là della pur notevole trovata degli episodi intercambiabili, sui quali giustamente si basa il marketing della miniserie, va detto che la sostanza non è meno preziosa della forma. “Caleidoscopio” ha infatti il pregio di rinverdire i fasti del genere che aveva avuto appunto ne “La Casa di Carta” il suo momento di massima popolarità degli ultimi anni. L'obiettivo viene centrato attraverso una scrittura coinvolgente, che immerge lo spettatore nelle storie e soprattutto nelle evoluzioni dei singoli personaggi, nell'arco dei ben 25 anni descritti dal copione. In questo percorso, si cambia spesso punto di vista su ciascun protagonista, in una parabola che prevede un climax e punto di arrivo diverso per ognuno. Nel complesso, quindi, un ottimo modo di cominciare l'anno per Netflix e già ora scatta la curiosità: ci sarà una seconda stagione o si preferirà lasciare intatta una serie che già fornisce veramente tutto quelli che gli appassionati del genere potrebbero desiderare?


 

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