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Spettacoli
Io sono Babbo Natale, la baby attrice Alice Adamu: "Voglio fare l'astrofisica"

"Io sono Babbo Natale": il dietro le quinte con Alice Adamu, giovanissima attrice italiana di 8 anni

Gioca, si diverte, sorride, osserva con attenzione, fa il suo dovere presentandosi per prima sul set e prende il tutto come fosse una favola, un film all’interno del film stesso. É Alice Adamu, classe 2013, nata il 7 agosto sotto il segno del Leone (figlia di Liliana Chiaramello, Founder & CEO dell'agenzia di comunicazione LCC e dell’informatico Ali Adamu), piccolo prodigio di soli 8 anni che ha già preso parte a due film importanti; “Tre Piani” per la regia di Nanni Moretti con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini e “Io sono Babbo Natale” di Edoardo Falcone con Gigi Proietti, Marco Giallini, Barbara Ronchi, Giorgia Salari e altri.

Ma non c’è solo la recitazione; il suo nobile intento di fare l’astrofisico, l’amore per la ginnastica artistica e – da un anno e mezzo – anche la batteria con il Maestro Antonello Mazzeo, batterista storico di Franco Califano. La più giovane attrice italiana oggi ci racconta, dal suo interessante punto, il dietro le quinte, l’emozione del primo “tappeto rosso” (che è giunto proprio per il lungometraggio di Falcone al Festival del cinema di Roma) e piccoli aneddoti di un’esperienza che, giustamente, sta vivendo come un sogno e come un momento allegro della sua tumultuosa vita.

Piccola Alice Adamu, già due film. Ci parli un po’ di te?

Ho compiuto 8 anni il 7 agosto scorso. Faccio la terza elementare. Mi piace recitare, per me è come una specie di gioco, anche se seguo alla lettera quello che mi dicono. Li ho fatti uno a 5 anni e mezzo e l’altro a 6. Il primo con Nanni Moretti e il secondo con Edoardo Falcone. Un’esperienza che mi ha insegnato molto.

Con Nanni Moretti?

Esatto. Sì. Il titolo è “Tre piani”. Con Margherita Buy, Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher, Adriano Giannini e altri. Avevo 5 anni e mezzo. Un bellissimo periodo, mi sono divertita. Moretti poi è "iper” preciso. Si impara tanto da lui.

E l’altro? Ti abbiamo vista sul tappeto rosso con Marco Giallini e Barbara Ronchi che ti stringevano le mani. Ci parli di “Io sono Babbo Natale”?

Erano quasi lo stesso periodo anche se poi per la pandemia sono usciti due anni dopo. Con Falcone e Giallini avevo 6 anni. Un cast bellissimo. Gigi Proietti purtroppo non l’ho incontrato sul set, ma quasi tutti gli atri sì, sono stati dolcissimi con me. Un particolare che mi ricordo è l’orario. Io arrivavo alle 7 e loro invece alle 10:00. Ero la prima. Dovevo aspettare. Però è stata una parte che mi è piaciuta. Sia Marco che Barbara ed Edoardo mi hanno fatto sentire subito a mio agio. Tutti bravi. Simpaticissimi. Ricordo ancora che il regista, Falcone, mi regalava delle caramelle giganti. E poi sì, il tappeto rosso di Roma. Giornata fantastica.

Come fai a coniugare scuola e set?

Riesco a organizzarmi bene. Posso mancare due o tre ore, al limite un giorno con il permesso ovviamente. Ma fin qui non mi ha tolto nulla alla studio. Comunque voglio dire che vivere il set è qualcosa di unico!

Sarà il tuo lavoro in futuro?

No, no, affatto. Sarà il mio passatempo. Non la principale attività. Come lavoro voglio studiare e fare la scienziata. Astrofisico per la precisione, anche se dovrò dividermi per qualche tempo con i film.

Ci spieghi come ha funzionato per te? Reciti a parole tue o hai dovuto imparare a memoria?

Guarda, in linea di massima la sceneggiatura va imparata a memoria, anche se qualche sinonimo ce lo puoi aggiungere ma senza stravolgere il senso della frase. Io fin qui ho ripetuto tutto come scritto sul copione, senza mai andare d’istinto. Me lo avrebbero concesso ma ho evitato. Edoardo per esempio su qualche parola diversa non avrebbe detto nulla, ma ho sempre ricordato la mia parte.

Famiglia e amici cosa dicono?

Gli amici e i compagni di scuola fanno il tifo per me. Anche i loro genitori mi seguono e sono venuti al cinema. Invece mia mamma quando mi rivede comincia a piangere. A casa, intendo mio padre e mia madre, sono contenti e non mi forzano a farlo. Mi lasciano libera di poter scegliere. Questa è la cosa più bella.

Proposte per il futuro?

Qualcosa sì, ora si rimuove dopo essere stati fermi per più di un anno. Devo fare un provino per un’agenzia di film. Spero vada bene.

Ci racconti qualche aneddoto con Moretti o con Falcone?

Allora. Mi viene in mente ad esempio con Nanni Moretti. Tanto per capire come è la vita all’interno di un set cinematografico. Divertente ma anche seria. Con Nanni abbiamo ripetuto una scena 72 volte per una piega del lenzuolo che non andava bene. 72 volte!

Con Edoardo Falcone invece è per via del nome. Io nella vita mio chiamo Alice, ho interpretato in “Io sono Babbo Natale” una bambina di nome Alice perché Alice in realtà è anche la nipote proprio di Edoardo a cui è affezionatissimo.

Carine queste due curiosità. E oltre allo studio e ai film? Cosa fai, sempre se ne hai il tempo?

Certo. Faccio sia sport che musica. Ginnastica artistica e da un anno e mezzo suono la batteria. Il mio Maestro si chiama Antonello Mazzeo ed è stato il batterista di Franco Califano.

Complimenti e buona fortuna per tutto Alice! Grazie.

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