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Spettacoli
Michelle Hunziker compie 45 anni, 15 di impegno per le donne

Michelle Hunziker spegne le candeline, per la prima volta dopo la separazione da Trussardi. Ma la lotta alla violenza contro le donne continua

"Ogni anno riceviamo circa duemila contatti, soprattutto da parte di donne che poi beneficiano in vario modo delle nostre attività: ricevono gratuitamente consulenze legali (penali e/o civili) e consulenze psicologiche telefoniche, vengono assistite in giudizi penali e/o civili, sono seguite con assistenze psicologiche e percorsi terapeutici"

 

Al di là del ricco e prolifico percorso professionale che l’ha portata ad essere una delle più amate conduttrici e showgirl televisive e a prescindere dalle vicende personali che oltre a lasciare il tempo che trovano sono utili solamente a riempire pagine e pagine di gossip, l’aspetto più umano di Michelle Hunziker che oggi – alla soglia delle 45 primavere - merita degna rilevanza (ma che poco se ne parla) è la strenua battaglia contro la violenza sulle donne che iniziò con Giulia Bongiorno ben 15 anni orsono fondando la Onlus Doppia Difesa” (www.doppiadifesa.it). Ed è proprio da queste pagine di “Affari Italiani” che nel febbraio scorso, in un lungo ed approfondito colloquio, l’artista svizzera naturalizzata italiana decise di raccontare con dovizia di particolare l’intero suo iter che la portò sin dai primi anni 2000 a dedicarsi al nobile progetto (l'intervista: https://www.affaritaliani.it/sociale/hunziker-dalla-violenza-di-genere-al-covid-dovevo-far-ridere-ma-non-dormivo-725653.html).

Dopo gli ultimi fatti di cronaca nera (oramai, purtroppo, all’ordine del giorno), dai quali si evincono gli ennesimi atti di barbarie consumati tra le mura domestiche, non solo a discapito della partner (fino alle estreme conseguenze) ma anche ai danni degli ignari e inconsapevoli figli - troppe volte utilizzati vigliaccamente dalle coppie come mezzi di vendetta e ripicca - riteniamo doveroso riportare ora uno stralcio di quell’intervista poiché, a nostro modesto giudizio, i fari su certe drammatiche realtà non devono in alcun modo essere mai spenti.      

"Purtroppo – ammette Hunziker - dal 2017 in poi la situazione è peggiorata invece di migliorare. Secondo i dati Istat dello scorso 5 febbraio, le uccisioni di donne sono aumentate. E nei primi mesi del 2020 i femminicidi hanno raggiunto il 50% del totale degli omicidi durante i lockdown nei mesi di marzo e aprile. Donne 'sacrificate' principalmente in ambito affettivo/familiare da partner o ex partner. Da sottolineare che questo genere di violenza è anche un fenomeno culturale, che affonda le radici nella discriminazione, nella convinzione che le donne non siano pari agli uomini: potremo vincere la battaglia soltanto se cambieranno la mentalità e la cultura delle persone. Per questo 'Doppia Difesa' crede tanto nella sensibilizzazione e nell’attività all’interno delle scuole, anche materne ed elementari. Tutto è in mano all’educazione dei bambini. Il nostro impegno si articola attraverso due filoni principali: da una parte, il sostegno legale e psicologico alle vittime che vengono seguite nel percorso di denuncia e di “uscita” dalla violenza; dall’altra l’attività di sensibilizzazione (soprattutto tra i più giovani), perché la violenza (e lo ribadisco!) è un problema culturale, che non può essere risolto soltanto con il codice penale. Inoltre, forti della nostra esperienza, abbiamo sostenuto con grande impegno il testo della legge sul cosiddetto stalking, approvata durante il governo Berlusconi, nel 2009: quella che ha poi introdotto un reato nuovo per il nostro Paese, allo scopo di punire – finalmente! – gli atti persecutori".

"Abbiamo inoltre lavorato a una nuova idea, quella di una specie di corsia preferenziale per accelerare l’adozione delle misure a protezione delle donne vittime di violenza domestica e di genere. L’abbiamo chiamata 'Codice Rosso'. Quando Giulia Bongiorno è andata al governo ha fatto in modo che questa idea di Doppia Difesa diventasse legge, da lei voluta e firmata. È in vigore dall’agosto del 2019: tra gli altri effetti, oggi l’autorità giudiziaria deve ascoltare la vittima entro tre giorni dall’avvio del procedimento. L’emancipazione e l’uguaglianza tra i sessi sono più formali che sostanziali. Ancora oggi le donne, a parità di incarichi, guadagnano meno degli uomini e fanno più fatica ad accedere a ruoli di vertice. (…) C’è tutta una zavorra di stereotipi, cliché e luoghi comuni che ci impediscono di realizzare una vera parità: per fortuna, crescono la sensibilità e la consapevolezza su questi temi e si comincia a comprendere la necessità di instillare anche nei bambini molto piccoli il concetto che uomini e donne sono diversi ma uguali quanto a diritti, doveri e opportunità, che non esistono ruoli codificati, che le mamme e i papà sono intercambiabili nella gestione e nella cura della casa e della famiglia".

 

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