Ogni domenica ci racconta la bellezza dell’Italia con “Linea Verde”, Beppe Convertini ci svela il dietro le quinte di una delle trasmissioni storiche della Rai
La domenica delle Palme “Linea Verde“ trasmetterà da Sapri, in provincia di Salerno. In anteprima per affaritaliani.it abbiamo raggiunto al telefono Beppe Convertini, il conduttore che ci ha svelato qualche retroscena della registrazione.
Beppe Convertini è alla guida del programma da quattro anni, soprattutto questa trasmissione è in onda da quasi mezzo secolo e puntualmente su Rai1, ogni domenica (da qualche tempo anche il sabato) ci racconta la bellezza, la tradizione e l’enogastronimia dell’Italia.
“Linea Verde” è uno dei programi simbolo della Rai, dell’Italia fino a ora ha proprio raccontato tutto?
“Più che aver raccontato tutto, “Linea Verde” ha la missione di entrare nelle case degli italiani non solo per far scoprire angoli, ma creare quell‘effetto meraviglia e di magia che hanno borghi, località, paesi e cittadine che sappiamo bene che esitono sulla cartina”.
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In tante puntate registrate, però, sarà capitato di essere tornato nello stesso luogo?
“Al termine di questa stagione sono quasi a 200 e posso dire di aver girato su e giù per lo ‘stivale’, scoprendo posti sempre nuovi. Chiariamo sono un viaggiatore nato, in alcuni posti sono solo stato prima di passaggio, ma tornarci ti dà una visione e nuovi elementi, che magari prima non avevi visto”.
Come è cambiato il Paese dopo la pandemia?
“Siamo ripartiti con una marcia in più. L‘Italia è resiliente nonostante tutto. Il settore del turismo è stato duramente colpito e, appena abbiamo avuto la possibilità di tornare a viaggiare, tutto è ripartito, non siamo andati all’estero (anche per via delle restrizioni), ma siamo rimasti. Soprattutto, con “Linea Verde” cerchiamo di valorizzare luoghi poco conosciuti e in molti casi abbiamo avuto riscontro dal pubblico, che ci scrive per chiedere informazioni per organizzare viaggi e gite”.
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Essere itinerante per gran parte dell’anno pesa?
“Ho sceltto questo mestiere e come ripeto sono un viaggiatore nato. Appena terminiamo le riprese con “Linea Verde” riprendono quasi subito quelle di “Azzurro – Storie di mare”, dove con la produzione e la troupe andiamo a scovare le ‘bellezze marine’ dell’Italia. Poi, la Rai è la mia famiglia“.
In che senso consideri la Rai famiglia?
“Dopo tanti anni di lavoro e tante trasmissioni da “Estate sul due“, dove trasmettevamo da Milano, “La vita in diretta estate“, “C’è tempo per…“, “Evoluzione terra“, non sono solo trasmissioni condotte, sono la mia famiglia Rai. Dietro ogni programma c’è una produzione cui lavorano molti professionisti, non si vedono, ma sono il cuore e il motore di tutto. La Rai sceglie con cura tutti i suoi collaboratori e s’instaura un rapporto che dura nel tempo. Mi sento di dire che la Rai non è solo una grande azienda, ma una mamma!”.
È ancora presto per scriverne, ma attendi i prossimi palinsesti Rai, come si faceva un tempo con le pagelle?
“Questa frase mi fa sorridere, però, in un certo senso è vero. Eccomi qua dopo quattro anni ho lo stesso entusiamo del primo giorno, quando ho messo piede in Rai e ho iniziato il percorso della conduzione televisiva anno dopo anno si rinnova. Quindi, nessun timore anzi il mio obiettivo e desiderio è quello di oltrepassare le 200 puntate con la prossima stagione di “Linea Verde”.
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E, se un giorno bussasse l’opportunità di condurre un programma diverso?
“Amo le scommesse e le grandi sfide, sicuramente prediligo i programmi di infotaiment, ma tutto è possibile”.
Anche la conduzione del Festival di Sanremo?
“Perché no, è il sogno di tutti, amo sognare soprattutto è gratis. A parte tutto il direttore artistico e presentatore Amadeus lo vedremo ancora per altre edizioni i suoi numeri sono incredibili”.

Il 6 marzo a Roma ci sarà la presentazione del libro “Paesi miei”, com’è nata l’idea?
“Ho una passione per la scrittura, viaggio sempre con taccuini sono bandite agende elettrioniche. Sono l’ultimo dei romantici: carta e penna non mi lasciano mai senza ricarica. Alla fine mi sono ritrovato con un’infinità di appunti e racconti, che non sono riuscito a trasmettere con “Linea Verde”. Ecco così è nato “Paesi miei”.



