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Esteri
Attacco Norvegia, le ombre del modello scandinavo: da Breivik all'islamismo

Ma sono numerosi gli episodi anche di stampo islamista, seppure finora polizia e autorità di sicurezza erano riuscite a contenere la minaccia. Nel 2017, subito dopo l'attentato di Stoccolma, un uomo è stato arrestato per il ritrovamento di un dispositivo simile a una bomba in un distretto di Oslo. L'uomo, di cittadinanza russa, era arrivato in Norvegia nel 2010 come richiedente asilo ed era noto alle autorità per aver espresso il suo appoggio all'Isis. Nel 2018, invece, un uomo è stato condannato a 12 anni di carcere per aver inviato una lettera-bomba alla stazione di polizia di Ski. 

Inquietante anche il numero di cittadini norvegesi partiti per la Siria per combattere con l'Isis. Si tratterebbe di almeno una quarantina di persone che si sono convertite all'Islam radicale e che hanno deciso di partire per la Siria per combattere nelle fila di gruppi islamici estremisti, una decina nello Stato Islamico (Isis), ma il numero reale potrebbe essere molto più alto. A sottolineare il numero è stata l'emittente norvegese Nrk citando fonti della sicurezza di Oslo dopo che la polizia ha rivelato, nel corso di una conferenza stampa, che il cittadino danese di 37 anni che ieri ha ucciso cinque persone con arco e frecce a Kongsberg si fosse convertito all'Islam.

Sì, perché anche Espen Andersen Brathen farebbe parte di questo nutrito drappello di cittadini norvegesi convertiti all'Islam radicale. Nel racconto delle famiglie dei cittadini norvegesi che si sono uniti all'Isis emerge come il percorso di radicalizzazione sia ''iniziato vedendo video su Youtube''. ''Ha buttato via i suoi vestiti, indossava solo abiti lunghi e si è fatto crescere la barba. Ha iniziato ad adottare nuove abitudini, a leggere il Corano e non voleva più mangiare la carne di maiale. Si è concentrato solo sulla religione'', racconta a Nrk il fratello di un norvegese convertito all'Islam radicale e partito per la Siria. ''Da allora in famiglia quasi nessuno parla di lui, come se lo avessimo dimenticato". L'uomo, ora formalmente accusato di omicidio, aveva annunciato in inglese in un video postato su Facebook la sua conversione all'Islam.  

Un episodio che ricorda alla Norvegia, ai paesi scandinavi e in generale all'Europa che l'incubo terrorismo non è ancora sparito e che anche in paesi considerati modello, le ombre non hanno ancora del tutto lasciato spazio alla luce. Una tempistica dolorsa per ricordarlo, proprio quando la Norvegia voleva voltare pagina definitivamente dopo la tragedia di Utoya lanciando dei giovani superstiti alla guida del suo governo.

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