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Esteri
Bielorussia, Lukashenko: "Lascerò la presidenza molto presto"
Lukashenko

A un anno dalle elezioni in Bielorussia che hanno scatenato proteste di massa nel Paese, il leader autoritario Alexander Lukashenko ha negato la dura repressione dei dissidenti e ha annunciato che "molto presto" lascerà la presidenza. Mentre Regno Unito e Usa hanno varato nuove sanzioni contro il regime. "Non ci sono state repressioni nel mio Paese, e non ci saranno mai", ha detto il presidente durante la conferenza stampa annuale nel primo anniversario del voto che gli ha conferito il sesto mandato e che è stato giudicato come fraudolento dall'opposizione e dall'Occidente. 

Lukashenko ha poi escluso la possibilità di un'integrazione politica con la Federazione Russa, e ha detto, rispondendo alle domande dei giornalisti, che lascerà la carica "molto presto", non indicando però una data precisa. Nel discorso di apertura Lukashenko ha difeso la regolarità delle elezioni e ha accusato l'opposizione di preparare un colpo di Stato. La Bielorussia è stata scossa da mesi di proteste innescate dalla rielezione del leader autoritario, la più grande delle quali ha visto partecipare fino a 200.000 persone. Le autorità bielorusse hanno risposto alle proteste con una durissima repressione che ha visto oltre 35.000 persone arrestate e migliaia picchiate dalla polizia. Importanti esponenti dell'opposizione sono stati incarcerati o costretti a lasciare il Paese.

La situazione nel Paese è tornata al centro del dibattito internazionale nei giorni scorsi per la velocista olimpica bielorussa, Krystsina Tsimanouskaya, che ai Giochi di Tokyo ha accusato i funzionari del Paese di aver tentato di riportarla su un aereo per la Bielorussia dopo aver criticato pubblicamente la gestione della sua squadra. L'atleta si è rifiutata di salire a bordo dell'aereo e ha cercato rifugio in Polonia. Lukashenko l'ha accusata di essere una "tirapiedi" degli stranieri, accusandola di essere stata "manipolata".

Mentre, sulla vicenda dell'attivista Vitaly Shishov, trovato impiccato in Ucraina, ha respinto le accuse di coinvolgimento del regime nel suo assassinio. Intanto la leader dell'opposizione Svetlana Tikhanovskaya, attualmente in esilio in Lituania, ha esortato le nazioni occidentali a imporre più sanzioni alla Bielorussia. Appello che è stato accolto sia dal Regno Unito che dagli Usa.

Londra ha imposto un pacchetto di misure commerciali, finanziarie e per l'aviazione, mentre l'amministrazione Biden ha colpito 27 individui e 17 enti, tra cui il Comitato olimpico, accusato di facilitare il riciclaggio di denaro sporco, l'evasione delle sanzioni e l'elusione dei divieti di visto. "È responsabilità di tutti coloro che hanno a cuore i diritti umani, elezioni libere ed eque e la libertà di espressione opporsi a questa oppressione", ha affermato il presidente Usa in una nota.

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