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Esteri
Cile, Boric nuovo volto della sinistra latina. Salvini col "filo nazista" Kast

Elezioni presidenziali Cile, Boric nuovo volto della sinistra sudamericana

La sinistra sudamericana ha un nuovo volto. Si chiama Gabriel Boric ed è appena stato eletto presidente del Cile nelle elezioni di domenica 19 dicembre. In un continente che negli ultimi anni è andato più a destro, quello cileno è il secondo indizio dopo la vittoria di Castillo in Perù di qualche mese fa. E non è un volto qualunque. In una regione dove di solito vince l'esperienza, stavolta a trionfare è un millennial di appena 35 anni. Per quanto può sembrare strano, e il Cile è lontano anche a livello geografico, non manca una punta di polemica sull'Italia per le dichiarazioni di Matteo Salvini a favore del candidato sconfitto Antonio Kast, soprannominato il "Bolsonaro cileno". 

"Il Cile sceglie: mi auguro che vinca Kast perché il paese abbia ordine e sicurezza". Queste le parole di Salvini che hanno causato un putiferio. "Ordine e sicurezza" sono parole chiave al quale il Cile tiene, visto che negli ultimi anni si sono verificate delle proteste di massa, spesso anche violente, scaturite dall'inflazione galoppante e poi allargatesi ad altri argomenti. Peccato che Kast non sia esattamente una figura unitaria. 

Cile, Salvini appoggia Kast: figlio di un nazista e con legami con Pinochet

Kast proviene da una famiglia tedesca emigrata in Cile dopo la seconda guerra mondiale. Suo padre fu membro del Partito Nazista e servì come ufficiale nella Wehrmacht durante il secondo conflitto mondiale. Non è il solo legame della famiglia con una dittatura. Il fratello Miguel Kast è stato ministro del lavoro dal 1980 al 1982 e direttore della Banca Centrale del Cile per alcuni mesi durante la dittatura militare di Augusto Pinochet. D'altronde Kast si è detto più volte vicino in qualche modo alla figura di Pinochet, accettando la presentazione come suo possibile erede. E si è più volte detto favorevole all'amnistia per i condannati per i reati commessi durante il regime.

Kast e le accuse sui paradisi fiscali. Posizioni estreme su armi e aborto

Non proprio un passato specchiato, dunque, per Kast che tra le altre cose ha avuto anche altri generi di problemi come accuse per aver trasferito denaro a diverse società a Panama, un paradiso fiscale, senza dichiararle. Multimilionario, il candidato sconfitto ma apprezzato da Salvini è celebre anche per le sue posizioni radicali contro i migranti dai paesi limitrofi del Sudamerica. Duro anche sulla giustizia e sulla sicurezza, per esempio con la proposta di autorizzare i civili a indossare armi nonché di sparare contro i ladri. A livello di diritti è contrario all'aborto anche in caso di stupro o di pericolo di vita per la madre.

La sinistra italiana celebra invece Boric. Si accodano Iv e M5s

Insomma, posizioni davvero radicali. L'appoggio di Salvini appare dunque significativo per capire che idea di Lega ha in mente il suo segretario, nonostante l'ala moderata capitanata da Giancarlo Giorgetti. Il resto del panorama politico italiano celebra invece la vittoria di Boric. A partire dal Pd, che cede invece al solito fascino di individuare un nuovo possibile eroe della sinistra dei due mondi, visto che Boric era candidato del Frente Amplio e del Partito comunista. "Una bellissima vittoria! VIVA CHILE", ha scritto per esempio su Facebook il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Anche Italia Viva, nonostante stia trattando la formazione del grande centro, festeggia: "L'auspicio è che il voto cileno sia il primo passo di un ritorno di tutta l'area a democrazie progressiste", ha detto la senatrice Laura Garavini, vicepresidente della commissione Esteri. Festeggia anche il Movimento Cinque Stelle: "La vittoria del candidato progressista in Cile ha rafforzato il muro contro le destre estreme e radicali che fino a poco tempo addietro, con la vittoria di Trump negli Usa, sembrava inarrestabile", ha commentato il deputato del Movimento 5 Stelle Aldo Penna. 

Millennial di 35 anni, il programma di Boric è radicalmente progressista

Come sempre, ci si affretta a indicare una parabola generale per un'elezione di un singolo paese. Ma chi è e che cosa vuole fare il neo presidente Boric? Erede politico delle rivolte dell'ottobre 2019, propone di rafforzare il ruolo dello Stato nell'economia, un aumento delle tasse per finanziare la spesa sociale e la fine del sistema pensionistico privato ereditato dalla dittatura. "Sarò il presidente del Cile di tutti i cileni e non governerò solo tra quattro mura" ha detto Boric, che ha fatto pesare alle urne la giovane età che lo ha reso popolare tra gli elettori più giovani e il forte blocco studentesco cileno.

Boric ha propositi molto radicali, nonostante in campagna elettorale sia riuscito a presentarsi come più moderato rispetto a Kast. Si oppone per esempio al tradizionale sistema economico neoliberale cileno, che aveva consentito a Santiago di diventare la locomotiva del Sudamerica. Vuole sostituire il sistema pensionistico privato con uno pubblico, introdurre tasse progressive per le aziende e i cittadini ricchi, aumentare il salario minimo e ridurre la settimana lavorativa a 40 ore. Un programma profondamente riformista che non sarà semplice mettere in atto.

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