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Esteri
Cina, sanzionati Lockheed Martin e Boeing per la vendita di armi a Taiwan
Chen Shih-chung

La Cina imporrà sanzioni su gruppi e su individui statunitensi per la loro partecipazione nella vendita di armi a Taiwan. Lo ha annunciato il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian. Tra i gruppi colpiti dalle sanzioni ci sono: Lockheed Martin, Boeing Defense e Raytheon.

"Per salvaguardare gli interessi nazionali, la Cina ha deciso di prendere le misure necessarie per trattare con Lockheed Martin che ha partecipato alla vendita di armi a Taiwan", ha dichiarato Zhao. "La Cina ha imposto sanzioni a società americane come Lockheed Martin, Boeing Defense, Raytheon e persone ed entità americane collegate, che hanno svolto un ruolo negativo nella vendita di armi a Taiwan", ha proseguito Zhao.

La decisione di Pechino è stata presa in rappresaglia alle ultime mosse dell'amministrazione statunitense, che la scorsa settimana ha dato il “via libera” alla vendita di tre ultimi pacchetti di sofisticati sistemi bellici, per un valore complessivo di 1,8 mld di dollari.

Ma la Cina considera l'isola parte del proprio territorio e destinata alla riunificazione con la Repubblica Popolare; e ha aumentato la sua pressione diplomatica e militare su Taiwan da quando, nel 2016, ha vinto le elezioni la presidente Tsai Ing-wen, che considera l'isola una nazione sovrana de facto e non si riconosce nell' “unica Cina”.

Difficile stabilire l'impatto delle sanzioni ai tre gruppi Usa, che hanno forti limitazioni alle possibilità di cooperazione nel settore della Difesa con la Cina, paese considerato rivale strategico da Washington: Lockheed Martin, lo scorso anno, ha generato solo il 9,7% dei suoi ricavi nell'Asia-Pacifico, mentre un portavoce di Boeing citato dall'agenzia Bloomberg, ha sottolineato la partnership di lungo corso con la Cina nel settore dell'aviazione civile.

Taiwan, il ministro della Salute e del Welfare: “Sostenere l'inclusione di Taiwan nella rete globale di sanità pubblica post-Covid”

Nel frattempo, il dottor Chen Shih-chung, ministro della Salute e del Welfare della Repubblica di Cina (Taiwan) ha reso pubblica una lettera che riportiamo qui di seguito.

“Dall’inizio della pandemia di Covid-19, ci sono stati più di 40 milioni di casi e più di un milione di decessi in tutto il mondo. Il virus ha avuto un enorme impatto sulla politica globale, sull'occupazione, sull'economia, sul commercio e i sistemi finanziari e ha avuto un impatto significativo sugli sforzi globali per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (UN SDGs)", si legge in una nota del ministero della Sanità.

"Taiwan ha risposto alle minacce poste da questa pandemia attraverso quattro principi: azione prudente, risposta rapida, dispiegamento anticipato, apertura e trasparenza", prosegue la nota. "Adottando strategie come l'adozione di sistemi di comando specializzati, l'attuazione di meticolose misure di controllo alle frontiere, la produzione e la distribuzione di adeguate forniture di risorse mediche, l'impiego di misure di isolamento e quarantena domiciliare e relativi servizi di assistenza, l'applicazione di sistemi informatici, la pubblicazione di informazioni trasparenti e aperte e l'esecuzione di screening e test precisi, abbiamo avuto la fortuna di contenere il virus. Al 7 ottobre, Taiwan aveva avuto solo 523 casi confermati e sette decessi; nel frattempo, la vita e il lavoro sono continuati in modo normale per la maggior parte delle persone".

Taipei chiede la partecipazione alle riunioni dell'Organizzazione mondiale della sanità da parte del ministero, che cita anche le donazioni di attrezzature mediche e forniture antiepandemiche ai paesi bisognosi. "La pandemia COVID-19 ha dimostrato che Taiwan è parte integrante della rete globale di sanità pubblica e che il Modello Taiwan può aiutare altri paesi a combattere la pandemia. Per lavorare meglio, l'OMS ha bisogno di Taiwan. Esortiamo l'OMS e le parti correlate a riconoscere i contributi di lunga data di Taiwan alla salute pubblica globale, alla prevenzione delle malattie e al diritto umano alla salute, e a sostenere fermamente l'inclusione di Taiwan nell'OMS. La piena partecipazione di Taiwan alle riunioni, ai meccanismi e alle attività dell'OMS ci consentirebbe di lavorare con il resto del mondo per realizzare il diritto umano fondamentale alla salute come stabilito nella Costituzione dell'OMS e il principio di non lasciare nessuno dietro di sé sancita dagli SDG delle Nazioni Unite”, conclude la nota.

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