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Esteri
Cina, torna il Covid e si bloccano i container. Commercio globale in tilt

Il porto cinese di Ningbo-Zhoushan ha chiuso uno dei suoi terminal a tempo indeterminato dopo che un lavoratore e' risultato positivo al coronavirus, mettendo a dura prova l'industria marittima globale e interrompendo le catene di approvvigionamento. Lo riferisce il quotidiano "South China Morning Post". Secondo quanto riportato, un impiegato di 34 anni del terminal di Meishan e' risultato positivo nonostante fosse stato completamente vaccinato con due dosi di Sinovac.

Batterie, mobili, giocattoli: ecco i prodotti che mancano dopo il blocco ai container della Cina

"Dopo la chiusura di Yantian a fine maggio, durata quasi un mese, si rischia di rivivere un incubo, con il sistema marittimo mondiale che lotta per gestire una domanda senza precedenti", scrive Repubblica. "Dal cibo all’elettronica, dall’abbigliamento all’arredamento soffrono tutti. Se due anni fa un container di 40 piedi (cioè lungo 12 metri) da Shanghai a Rotterdam costava 2.100 dollari, oggi si arriva a 13.700". Mancano soprattutto i metalli, il legno, a soffrire tutta la filiera delle costruzioni, i mobilifici, persino i costi e i prezzi dei ponteggi sono saliti alle stelle

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