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Cina, "Videogame come oppio". Under 18 potranno giocare solo un'ora al giorno

Cina, "Videogame come oppio". Under 18, solo un'ora al giorno. Regole

La Cina mette una stretta sull'utilizzo dei videogame. Il Paese ha appena adottato delle nuove regole che limitano il tempo passato davanti allo schermo dai minorenni. Chi ha meno di 18 anni può giocare online per massimo un’ora al giorno, dalle 20 alle 21, e solo il venerdì, nel weekend e durante le feste, per un tetto massimo di tre ore settimanali. Una scelta - si legge sul Corriere della Sera - dura per un settore che solo in Cina vale intorno ai 50 miliardi di dollari (ed è previsto che cresca fino a 80 miliardi entro il 2027) e in cui i ragazzi (parliamo pur sempre di under 18) hanno un ruolo rilevante. Hanno più tempo, sono curiosi, sempre aperti alle novità e ormai abituati all’enorme quantità di pubblicità che ricevono durante le sessioni online. Eppure la stretta segue una linea adottata da tempo dal Paese.

La questione - prosegue il Corriere - dopotutto è seria, lo si intuisce chiaramente dalle parole usate dalle autorità. A inizio agosto un rapporto di Pechino aveva definito i videogiochi «oppio spirituale», ora si parla di «dipendenza da videogiochi», si chiama in causa la protezione della «salute mentale e fisica dei minori» e si chiede ai produttori — in primis ai colossi Tencent e NetEase che continuano a vedere le proprie azioni crollare a ogni nuovo annuncio — di «dare sempre priorità al bene sociale e rispondere attivamente alle preoccupazioni della società».

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cinaregole utilizzo videogame cinavideogame cinavideogame cina under 18





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