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Esteri
Coronavirus, 600000 americani morti nei quindici mesi di pandemia
(fonte Lapresse)

Sono 600000 le morti, ad oggi, da Coronavirus negli Stati Uniti dopo 15 mesi di pandemia, secondo la Johns Hopkins University.

Grazie ai vaccini che sono entrati prepotentemente sul mercato il trend, nelle ultime settimane, è rallentato passando dalle migliaia alle centinaia. Sempre tante ma l’uscita da tunnel si comincia a vedere.

Nel passato inverno sono morti mediamente oltre 100000 americani , con una preponderanza di afroamericani ed ispanici.

Adesso però poiché sempre più persone sono state vaccinate, ed in particolare le categorie più anziane, il tasso di mortalità è diminuito in maniera drastica.

Ora ci sono in media circa 375 vittime al giorno, in calo rispetto alle oltre 3.000 giornaliere registrate a gennaio.

Rispetto a tutto il mondo, gli Stati Uniti detengono il triste primato di paese con il maggior numero di decessi totali, seguiti da Brasile, India e Messico.

Il bilancio delle vittime nel mondo è di 3,8 milioni.

I vaccini sono stati ovunque l’arma che sta sconfiggendo il virus.

Prima nel paese era passato soltanto un mese dai 400.000 a mezzo milione di morti, ma adesso ci sono voluti ben 4 mesi per raggiungere la soglia dei 600.000.

Al contempo i contagi, che si sono mossi in parallelo con i decessi, hanno fatto registrare un picco a gennaio di oltre 300.000 in un solo giorno. Ora gli Stati Uniti confermano una media di meno di 15.000 infezioni.

Il trend positivo generalizzato ha portato molti Stati a togliere le restrizioni sul Coronavirus. Alcuni persino hanno abbandonato del tutto l’obbligo delle mascherine per gli individui vaccinati e la social distancing.

Purtroppo però molti americani sono molto riluttanti a farsi vaccinare, con poco più della metà degli adulti statunitensi completamente immunizzati.

In parti del paese come nel Midwest e nel Sud, in particolare, i tassi di vaccinazioni per 100.000 persone sono ancora relativamente bassi rispetto al nord-est e a parti della costa occidentale, secondo i dati dei CDA, i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie. Un divario marcato tra le aree rurali e urbane del Paese.

Le cifre di martedì confermano l’arrivo di uno studio di un nuovo vaccino, quello prodotto da Novavax. Efficace al 100% contro il ceppo originale del Coronavirus e al 93% contro altre varianti.

Il prossimo passo dell'azienda sarà chiedere l'approvazione normativa alla Food and Drug Administration, che ha emesso autorizzazioni di emergenza per altri tre vaccini, quelli realizzati da Pfizer, Moderna e Johnson & Johnson. Saranno date oltre 1 miliardio di dosi ai paesi in via di sviluppo e molto probabilmente si riuscirà a raggiungere l’obiettivo del presidente Joe Biden, quello cioè di fare del 4 luglio l’indipendence Day dell’America dal virus.

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