A- A+
Esteri
Ecco come aiutare davvero i paesi poveri

 
Lo sterco del Diavolo — Può sembrare lapalissiano, ma cresce nel settore degli aiuti internazionali la percezione che la povertà in ultima analisi dipenda dalla mancanza di soldi. I grandi programmi di assistenza allo sviluppo del dopoguerra sono stati perlopiù basati su trasferimenti economici diretti o indiretti tra governi, con donazioni vincolate, garanzie per i finanziamenti, ma anche aiuti materiali come sacchi di cemento o di farina. Troppo spesso questi aiuti sono stati soggetti a inefficienze e attriti: dalla corruzione e i furti ai semplici conf litti d’interesse, dall’incapacità amministrativa alle interferenze politiche di ogni genere. E se invece si dessero i soldi direttamente a chi ne ha bisogno, senza le intermediazioni burocratiche e politiche? L’idea è di moda e da qualche anno c’è un fiorire di iniziative in questo senso. L’ente benefico GiveDirectly inizierà tra poco a dare direttamente, a regalare, un dollaro al giorno per farne cosa vogliano a circa seimila kenioti—l’equivalente di uno stipendio medio annuo secondo l’organizzazione. L’assistenza, intesa solo ad aumentare il reddito delle famiglie, non è legata ad alcuna condizione. I soldi potrebbero essere spesi per la scolarizzazione dei figli, per le cure mediche o per lanciare piccole attività economiche— ma non è detto. Se vogliono , gli interessati possono anche berseli o giocarli alla lotteria. Il concetto del cosiddetto basic income , il reddito garantito, non è nuovo, ma è stato quasi sempre legato a fattori morali o comportamentali, per promuovere una “causa”. In Occidente, la causa sottostante è tipicamente il controllo sociale (lo scopo dei programmi elegantemente denominati “ammortizzatori” in italiano) o l’acquisto di consensi elettorali ( idem ). Già nel 16° secolo uno dei primi promotori dell’idea, l’umanista spagnolo Juan Luis Vives, riconosceva il problema: “Pure quelli che hanno sprecato i loro beni in una vita dissoluta,” scrisse nel 1526, “con il gioco, le donne di malaffare, gli eccessi di lusso e la ghiottoneria dovrebbero ricevere il cibo, perché nessuno dovrebbe morire di fame”. In una società mondiale che sembra ormai disporre più di contante che di posti di lavoro è un’idea che potrebbe finalmente essere matura, ma c’è un problema—in tanti casi la gente, a sorpresa, non vuole accettare i soldi “gratuiti”. In Kenia il progetto di GiveDirectly ha incontrato dei tassi di rifiuto insolitamente alti da parte di chi i soldi non li vuole, anche se del tutto gratis e “senza lacci”. Nella contea keniota di Homa Bay, i rifiuti arrivano a l 45%, a fronte di tassi di adesione del 96% in simili progetti condotti in Uganda e Rwanda. Il Country Director , Will Le, dice: “Abbiamo trovato che la gente tipicamente rifiuta per scetticismo. I destinatari hanno difficoltà a credere che un’organizzazione come GiveDirectly gli regalerebbe il salario di un anno in contanti, senza condizioni. Pertanto, hanno inventato delle loro spiegazioni, comprese voci secondo le quali i soldi sarebbero associati a culti o all’adorazione di Satana”. Sciocchi questi kenioti, ma forse il culto c’è, anche se Mr. Le—ex-analista della Bain Capital e poi alla Gates Foundation—non lo vede. Non è un “culto” l’idea occidentale dello sviluppo e della prosperità universale? Finalità lodevoli, ma da fertilizzare con lo sterco del Diavolo ...

Tags:
diavolo kenya
in evidenza
Automotive, da ALD la svolta Arrivano nuove soluzioni green

Tra mobilità e sostenibilità

Automotive, da ALD la svolta
Arrivano nuove soluzioni green


in vetrina
Fotovoltaico Plug and Play, ecco la soluzione green contro la crisi energetica

Fotovoltaico Plug and Play, ecco la soluzione green contro la crisi energetica


motori
Citroen lancia OLI [all-ë]:più di una concept car

Citroen lancia OLI [all-ë]:più di una concept car

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.