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mohammed morsi

E' stato immediatamente respinto dal Fronte di Salvezza Nazionale, principale cartello delle forze di opposizione in Egitto, l'ennesimo invito rivolto loro dal presidente della Repubblica, l'islamista Mohamed Morsi, per un incontro da dedicare alle imminenti elezioni parlamentari, alle preoccupazioni di nuove violenze che l'appuntamento del 22 aprile suscita, e alle modalità per garantirne uno svolgimento regolare. "Faccio appello a tutti, a qualsiasi colore dello spettro politico appartengano, a tutti i cari fratelli nelle diverse parti dell'intero territorio egiziano, mi rivolgo loro per nome, per partito, per singolo individuo, affinche' domani si siedano intorno allo stesso tavolo e forniscano garanzie per una consultazione trasparente e corretta", affermava Morsi in un intervento pre-registrato, trasmesso ieri a tarda sera dall'emittente televisiva 'Mehwar'. Il Fronte di Salvezza soltanto in settimana decidera' se unirsi, come movimento unitario in quanto tale, al boicottaggio del voto gia' annunciato a titolo particolare da diverse formazioni che ne fanno parte: per adesso non ha comunque avuto esitazioni nel bocciare l'offerta del capo dello Stato.

"Quello indice le elezioni e poi ci dice 'Venite a parlare con me?'", ha ribattuto un portavoce dell'alleanza oppositrice, Khaled Dawoud. "Fa davvero infuriare". I contestatori di Morsi sostengono che convocare le legislative, in una fase di tensione alle stelle come quella attuale, significa banalizzare le morti di almeno sessanta persone nelle manifestazioni che si sono susseguite da gennaio, sminuirne la portata, e dimostrare di avere interesse esclusivamente per i seggi in Parlamento. Inoltre il presidente, i Fratelli Musulmani ai quali appartiene, e il Partito per la Liberta' e la Giustizia che ne e' espressione, sono stati accusati di voler completare il loro predominio sulle istituzioni, e di aver disegnato circoscrizioni elettorali su misura per avvantaggiarsene illecitamente, senza dunque poter fornire alcuna garanzia di uno svolgimento corretto delle operazioni di voto. Per di piu', il discorso del presidente egiziano e' andato in onda ben oltre la mezzanotte, addirittura con sette ore di ritardo rispetto a quanto era stato annunciato, e cio' ne ha inevitabilmente minato la credibilita'. Reazioni negative dell'opposizione a parte, in giornata Morsi era diventato lo zimbello dei social network: "Qualcuno per caso lo ha visto?", ha chiesto ironicamente su Twitter il comico Bassem Youssef, popolarissimo per le sue prese in giro ai danni delle personalita' piu' in vista. In rete circola poi una barzelletta che fa: "Secondo quale fuso orario e' stato trasmesso il programma con Morsi? Secondo quello nostro, quello del Qatar o quello degli Stati Uniti?": evidente l'allusione a due governi stranieri che i sostenitori del laicismo considerano tra i fiancheggiatori principali degli islamisti.

Frattanto uno dei leader del Fronte, Mohamed ElBaradei, ha confermato che boicottera' le elezioni insieme al proprio 'al-Dostour', il Partito della Costituzione. "Nel 2010 chiesi di boicottare le elezioni per denunciare quello che di una democrazia era soltanto il simulacro", recitava il tweet postato ieri dal gia' direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, entrambi insigniti nel 2005 del premio Nobel per la Pace, e nel quale si allude all'ultima consultazione tenutasi sotto il deposto Hosni Mubarak. "Oggi", prosegue ElBaradei, "rinnovo quella richiesta, non mi lascero' coinvolgere in un'iniziativa truffaldina". Intervistato dal network pubblico britannico 'Bbc', l'ex numero uno dell'Aiea ha poi sottolineato come sia semplicemente sconsiderato andare alle urne in un Paese tuttora in balia degli abusi dei potenti, di torture e sequestri, e ancor piu' della mancanza di giustizia sociale: potrebbe, ha ammonito, "aprire la strada al caos e all'instabilita' totali". Quindi, ha incalzato, "occorre lanciare un messaggio forte e chiaro al popolo, qui e fuori dall'Egitto": e cioe' "questa non e' una democrazia, e non abbiamo preso parte a un'insurrezione due anni fa per ritrovarci con il regime di Mubarak riciclato".

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