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Esteri
Francia, altra notte di scontri: 719 arresti. Il caos si allarga alla Svizzera

Altra notte di violenza in Francia. Auto in corsa lanciata contro la casa di un sindaco

Quinta notte di rivolte in Francia, dove non si placa la rabbia delle banlieue per la morte di Nahel, il diciassettenne di origine maghrebina ucciso da un poliziotto a Nanterre. Sono almeno 719 gli arresti effettuati dalla polizia nelle principali città francesi in cui sono in corso le violente proteste per la quinta notte consecutiva da quando, martedi' mattina, un diciassettenne di origine maghrebina e' stato ucciso da un poliziotto a Nanterre, banlieue di Parigi.

Secondo i primi dati forniti dalle prefetture e diffuse dai media francesi, gli arresti sono 37 a Parigi, nei dintorni degli Champs Elysées, 21 a Lione e 43 a Marsiglia, dove gli scontri sono iniziati in prima serata e le forze dell'ordine hanno utilizzato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti nel quartiere della Canebiére.

Sempre la notte scorsa un'auto in corsa è stata lanciata contro l'abitazione del sindaco di L'Haÿ-les-Rose, alle porte di Parigi, e sua moglie e uno dei suoi due figli piccoli sono rimasti feriti. Lo ha riferito lo stesso sindaco, mentre l'ufficio del procuratore di Créteil ha confermato all'Afp che è stata aperta un'inchiesta per tentato omicidio. Vincent Jeanbrun, ha denunciato in un comunicato pubblicato su Twitter "un tentativo di omicidio di indicibile vigliaccheria", avvenuto intorno alle 1:30 della notte, questo mentre "per tre notti" il primo cittadino si era fermato in municipio impegnato nell'emergenza dovuta ala violenza urbana. La premier francese Elisabeth Borne ha condannato come un "fatto intollerabile", e ha promesso che "i colpevoli saranno perseguiti con la massima fermezza".

Ma ora c'è anche paura sulla possibile diffusione oltre alla Francia. La rivolta che sta incendiando le 'banlieue' in Francia fa proseliti anche in Svizzera, dopo gli appelli alla protesta lanciati dai manifestanti su Snapchat e Tiktok. A Losanna ci sono stati scontri in centro, con 200 giovani che hanno affrontato la polizia, riferisce il sito '20 minutes'. Un negozio della Fnac e un negozio di scarpe sono stati saccheggiati. Anche l'Italia, soprattutto nelle zone di confine, inizia a temere.

Mobilitati 45 mila agenti

Il ministro dell'Interno, Gérald Darmanin, ha annunciato che anche stanotte saranno mobilitati 45 mila uomini per tenere a bada i disordini, scatenati dalla uccisione martedì, durante un controllo stradale, del giovane di origine maghrebina, che oggi è stato sepolto. 

Minorenni, come era Nahel, sono il 30% degli arrestati - 1.300 solo la notte scorse - in relazione con i tumulti, ha sottolineato il ministro della Giustizia, Eric Dupond-Moretti.

Trasporti di nuovo fermi a Parigi

Nell'Ile-de-France, autobus e tram si fermeranno completamente anche stasera, per la seconda serata consecutiva, dalle 21:00, in modo da prevenire l'afflusso dei giovani nei centri urbani ed evitare nuove violenze.

Un'ora prima la frequenza delle corse comincerà a diminuire, fino al completo stop alle 21:00.

Per quanto riguarda la metro, come venerdì sera, stasera si fermerà negli stessi orari dei giorni feriali, cioè ultima partenza a mezzanotte e mezza, sempre su richiesta della questura. Il servizio non verrà quindi prolungato di un'ora come di solito accade nei fine settimana.

Ancora presto per stimare i danni

È' ancora presto per stimare il valore dei danni causati dai disordini degli ultimi giorni, in Francia, ma il governo è consapevole che sono "alti", ha detto il ministro dell'Economia e delle Finanze francese, Bruno Le Maire, il quale ha anche ricordato che "non c'è nazione senza ordine".

In un incontro a Parigi con commercianti e albergatori per fare il punto sulla situazione e le perdite economiche, Le Maire ha precisato che sono una decina i centri commerciali che hanno subito danni in tutto il Paese, 200 i supermercati, 250 le tabaccherie, 250 le filiali bancarie e numerosi negozi, da quelli di vestiario a quelli per articoli sportivi, profumerie, fast food. Il ministro ha fatto appello agli assicuratori affinché procedano rapidamente ai risarcimenti per i loro clienti e ha annunciato che il governo sta pensando a misure di sostegno per le imprese interessate.

Nel pomeriggio il presidente Emmanuel Macron, che ha rinviato la visita in Germania "considerata la situazione nel Paese", ha incontrato i sindaci. 

L'ultimo saluto

Si è svolto in un clima di triste compostezza, ma anche di rabbia, la cerimonia funebre per salutare Nahel M., la cui morte ha messo a ferro e fuoco la Francia.

Diverse centinaia di persone si sono riunite per rendere omaggio al giovane ma anche stringersi attorno alla madre e alla nonna. Moltissimi i giovani, tanti vestiti con le con caratteristiche 'djellabas', che si sono radunate davanti alla camera ardente allestita nella città francese per una cerimonia che la famiglia ha voluto fosse il più intima possibile, lontana dalle telecamere.

Il carro funebre con la bara bianca ha lasciato l'impresa di pompe funebri intorno alle 12, poi c'è stata la cerimonia funebre alla moschea Ibn Badis di Nanterre (il cui accesso all'ingresso era filtrato da un gruppo di giovani locali che conoscevano Nahel), infine la sepoltura nel settore musulmano del cimitero di Mont Valérien.

Chi era Nahel

Appassionato di rap e motociclismo, descritto come un "ragazzo tranquillo", anche se a volte con comportamenti "borderline", con una vita simile a quella di tanti altri giovani della città, Nahel era stato cresciuto da solo dalla madre a Nanterre e aveva vissuto in un condominio nel quartiere Pablo-Picasso, ai piedi de La Défense.

Finita la scuola aveva fatto lavori saltuari, lavorato come fattorino e aveva cominciato a frequentare un "corso di inserimento" nell'associazione Ovale Citoyen che accompagna i giovani attraverso lo sport, stabilendo una collaborazione con il club di rugby di Nanterre.

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