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Esteri
Francia, il ministro della giustizia sotto processo ma pensano alla Meloni...
Éric Dupond-Moretti, ministro della Giustizia francese

Francia, Éric Dupond-Moretti (ministro della Giustizia), è stato deferito alla Corte di giustizia della Repubblica: è accusato di aver approfittato della poltrona ministeriale per regolare i conti con alcuni magistrati

Bene la ferma lezione di Mattarella (“L’Italia sa badare a se stessa”) all’ingerenza di madame Laurence Boome, nuova e faconda ministra per gli Affari europei del governo francese, che su un quotidiano italiano anti-Meloni, “La Repubblica”, aveva straparlato: “Vogliamo lavorare con Roma, ma vigileremo su rispetto  dei diritti e della libertà”.

Nessuna lezione di etica e buona politica, dunque, dall’esecutivo transalpino, che ha visto piombare due tegole su Emmanuel Macron e sul governo della prima ministra, Élisabeth Borne, sul fronte, delicato e teso, a Parigi come a Roma, dei rapporti tra politica e giustizia. Éric Dupond-Moretti, ministro della Giustizia, è diventato il primo Guardasigilli in carica a essere deferito alla Corte di giustizia della Repubblica, l'unica abilitata a giudicare i ministri perseguiti per reati, commessi nell'esercizio delle loro funzioni.

Occorrerà, quindi, un processo per Dupond-Moretti, che è accusato di aver approfittato della poltrona ministeriale per regolare i conti con alcuni magistrati, ai quali si era opposto, quando era un notissimo avvocato. Da parte sua, il segretario generale dell'Eliseo, Alexis Kohler, è stato incriminato, a Parigi, per “presa di interessi illecita” nell'ambito di un’inchiesta sui suoi presunti legami, familiari e professionali, con l'armatore di MSC. Il braccio destro di Macron ha negato, come il ministro, di aver "commesso alcun reato”.

Il livello di tensione e sfiducia tra i magistrati, il loro ministro e il potere esecutivo (la “Macronie”, come è definito in Francia) non ha mai raggiunto un tale livello di tensione. La leader di RN, Marine Le Pen, ha chiesto le dimissioni di Dupond-Moretti, che ha già respinto l’invito. Prima di bacchettare la Meloni, Lawrence Boome avrebbe dovuto leggere il severo commento  del quotidiano “Libération”: “Da dove viene questa diffidenza nei confronti di Emmanuel Macron, che risale a ben prima della vicenda Dupond-Moretti? Mistero. In ogni caso, il Presidente è arrivato all'Eliseo, nel 2017, coronato dai suoi discorsi elettorali sulla ‘Repubblica esemplare’. Ha lasciato il posto a una ‘Repubblica di sfiducia’, di cui nessuno deve rallegrarsi”.

 

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