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Esteri
Francia, è tornato il '68. Caos e scontri per la riforma del lavoro

Incidenti a Parigi durante alcune manifestazioni contro la riforma del lavoro. Un centinaio di giovani con il volto coperto si e' staccato dal corteo e ha cominciato a distruggere vetrine e auto parcheggiate. La polizia ha risposto con i lacrimogeni Tra i 18.000 e i centomila manifestanti hanno sfilato nelle strade di Parigi per chiedere il ritiro della riforma del lavoro voluta dal premier Manuel Valls: e' quanto emerge dai dati forniti rispettivamente dalla questura e dal sindacato Force Ouvriere. In ogni caso, si tratta di numeri superiori a quelli della settimana scorsa, quando la questura parlo' di 11.000-12.000 manifestanti. Secondo i media transalpini, dall'inizio del corteo parigino, partito dalla piazza della Bastiglia nel primo pomeriggio, sono scattati 12 fermi. Le frange piu' violente hanno lanciato oggetti contundenti contro gli agenti che hanno risposto con cariche e lacrimogeni. Danneggiati numerosi elementi dell'arredo urbano parigino che e' uno dei fiori all'occhiello della capitale, da anni estremamente attenta al decoro. Il corteo si e' concluso in Place de la Nation.

IL PREMIER VALLS APRE A MODIFICHE

Il premier francese, Manuel Valls, ipotizza la possibilita' di introdurre "modifiche" alla contestata legge di riforma del mercato del lavoro. "Ci possono sempre essere modifiche, o miglioramenti" dice Valls ai media Bfmtv e Rmc, escludendo tuttavia "cambiamenti del quadro" o un ritiro del provvedimento. Valls chiarisce poi di non aver mai pensato di dimettersi nel corso del muro contro muro sulla legge di riforma del lavoro. "No, no" risponde a chi gli chiede se questo pensiero gli sia passato per la mente, aggiungendo che non e' escluso si arrivi di nuovo a ricorrere all'articolo 49-3 della costituzione a giugno, quando la la legge verra' esaminata dall'Assemblea Nazionale in seconda lettura. "Come non ho piu' l'autorita' - risponde Valls al giornali Jean-Jacques Bourdin, che l'intervista - Non e' certo perche' la Cgt vuole bloccare il paese che me ne andro', che lascero' il servizio". Inoltre, Valls fa sapere di "non aver mai avuto dubbi" sull'appoggio di François Hollande durante tutti questi mesi e si rifiuta di pronunciarsi sull'eventuale candidatura all'Eliseo alle presidenziali del 2017. Valls non esclude poi una possibile precettazione degli addetti delle raffinerie in sciopero. "Possiamo considerare tutte questa soluzioni", dice il premier intervistato a sui media Rmc e Bfmtv a chi gli chiede se il governo stia pensando al'ipotesi di una precettazione, come fece il governo di François Fillon, nel 2010, durante le contestazioni per la riforma delle pensioni.

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francia valls modifiche jobs act
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