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Esteri
Germania,tante ombre sul post Merkel. Macron insidiato da polemisti e virologi

E in Francia? Anche a Parigi le incognite sul futuro non mancano di certo. La popolarità di Macron non sembra in grande ripresa, anzi, dopo le grandissime polemiche scaturite dall'introduzione del green pass. I manifestanti sono tornati in piazza e sono riapparsi anche i gilet gialli che nel 2019 avevano messo in grande imbarazzo la tenuta istituzionale del presidente francese. A dire la verità, Macron non sembra aver recuperato grande terreno tra i cittadini, visti i diversi episodi nei quali è stato contestato durante le sue visite in giro per il paese durante gli ultimi mesi. In un caso è stato anche colpito da un uomo che è poi stato arrestato. 

FRANCIA, PRESIDENZIALI 2022 SEMPRE PIU' INCERTE. RISORGONO I GOLLISTI

Soprattutto, la sensazione è che le elezioni presidenziali del 2022 siano più aperte di quanto non si potesse pensare fino a qualche mese fa. Se prima si riteneva che potesse essere replicata la tradizionale sfida a due con la destra radicale di Marine Le Pen, stavolta la situazione può cambiare. Macron potrebbe essere costretto a uscire dalla sua comfort zone: sopravvivere al primo turno e battere poi i Le Pen al ballottaggio è una vecchia tradizione dei candidati presidente in Francia. Ma ora l'arena si è fatta improvvisamente più affollata. Per esempio sono clamorosamente tornati i Repubblicani. I gollisti sono stati gli unici vincitori delle recenti elezioni regionali francesi e il loro leader Christian Jacob potrebbe cullare sogni di gloria. Un conto è sfidare la destra radicale, seppure in via di trasferimento verso il centro di Le Pen, un conto è sfidare la destra tradizionale e rassicurante gollista. 

FRANCIA, IL POLEMISTA DI ESTREMA DESTRA ERIC ZEMMOUR PENSA ALL'ELISEO

Ci sono poi anche due outsider verso la corsa all'Eliseo, i quali potrebbero cambiare a sorpresa le regole del gioco. Il primo è Eric Zemmour, noto polemista di estrema destra.  Al momento, Zemmour lascia germogliare l'ipotesi di una possibile candidatura, dicendo di suggerire "un numero sempre maggiore di proposte" ed eventualmente "passare all'azione". Dallo studio Ifop emerge che il 5% dei francesi voterebbe "certamente" per lui, il 13% "probabilmente", per un potenziale bacino elettorale stimato al 18% degli elettori, in aumento di cinque punti rispetto a febbraio.

Tanto per intenderci, persino Le Pen ha giudicato "troppo radicali" i punti di vista proposti da Zemmour. E d'altronde sarebbe proprio Marine a perderci potenzialmente di più in caso di sua candidatura, che improvvisamente spaccherebbe il campo della destra radicale e presumibilmente le sottrarrebbe voti utili al primo turno. Autore del best seller "Il suicidio francese", Zemmour è spesso e volentieri protagonista di polemiche roventi. Durante un talk show  definiì i migranti minorenni "ladri", "assassini" e stupratori", inducendo la procura di Parigi ad aprire un'inchiesta per "incitamento all'odio razziale". Il 15 aprile 2020, invece, Zemmour disse che "l'Italia non esiste, non e' mai esistita, non è una nazione e voi italiani dovreste essere francesi. Se Napoleone avesse vinto sareste francesi".

TRA I GOLLISTI SPUNTA ANCHE IL VIROLOGO SUPER STAR PHILIPPE JUVINE

La seconda figura da tenere d'occhio è quella di Philippe Juvine, uno dei virologi super star che hanno bucato lo schermo delle televisioni francesi grazie alla pandemia. Juvin non è solo un virologo ma è anche il sindaco in quota Républicains del comune di La Garenne-Colombes. Nei giorni scorsi Juvin ha annunciato la sua candidatura, che a suo dire si differenzia dalle altre di centrodestra proprio per la sua professione, mai così utile come di questi tempi: “Rivendico il fatto di essere allo stesso tempo un uomo politico che è stato eletto e un medico, dunque connesso alla realtà”. Non sarà semplice mettere ko gli altri numerosi candidati gollisti ma c'è chi è pronto a scommettere che può essere lui l'uomo giusto per tornare all'Eliseo. 

Anche in Francia le incognite sul futuro sono numerose. E l'Europa si scopre improvvisamente ancora più priva di certezze. A meno che, Mario Draghi...

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