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Esteri
Germania, semaforo pronto ad accendersi. Debito, stabilità, migranti: i punti

Restano però alcuni elementi da chiarire prima che il semaforo si accenda. Il primo, ma anche il più delicato, riguarda la posizione al ministero delle Finanze. Una posizione alla quale ha detto più volte di ambire proprio Lindner, temuto dalle cancellerie di tutta Europa per le sue posizioni intransigenti sul debito comune e sul patto di stabilità dell'Unione europea. Ma anche i Verdi puntano alle Finanze, e non sembrano disposti a cedere tanto facilmente: sia perché gli ambientalisti vogliono vedere alle Finanze il loro co-leader Robert Habeck, sia perché come seconda forza per numero di voti ottenuti alle urne la prima scelta spetterebbe ai Verdi, che hanno posizioni opposte a quelle dei liberali sull'argomento, essendo favorevoli alla condivisione del debito e a una maggiore solidarietà nei confronti degli altri stati membri Ue. Alla fine un accordo si potrebbe trovare con Lindner alle Finanze e la creazione di un ministero ad hoc per il clima, dato ovviamente ai Verdi con spacchettamento incluso di alcune competenze del ministero delle Finanze funzionali ai piani green del partito.

Ma gli argomenti sui quali manca ancora un accordo tra le forze che potrebbero accendere il semaforo sono proprio quelli sui quali i paesi europei, Italia compresa, sono maggiormente coinvolti. A partire dal rimborso del debito pubblico che sta finanziando il NextGenerationEu, passando per la politica fiscale comunitaria e la riforma del Patto di Stabilità che dovrebbe rientrare in vigore nel 2023 al termine del periodo strardinario legato alla pandemia da Covid-19. Per ora il documento negoziale offre ancora elementi troppo vaghi per capire la bilancia da quale parte penderà, se più verso i liberali o più verso i Verdi, e dunque se da un lato più favorevole all'Italia o più sfavorevole. Altro tema sul quale anche il governo Draghi segue con attenzione i negoziati tedeschi quello sulle politiche dei migranti, visto che anche qui le posizioni su regolamento di Dublino e politiche migratorie differiscono. I socialdemocratici saranno chiamati a mediare tra Fdp e Verdi con Olaf Scholz chiamato a diventare, come ha promesso in campagna elettorale, la nuova Angela Merkel.

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