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Esteri
Giappone, il premier Suga si dimette. Corsa al successore, su la borsa

Il primo ministro giapponese, Yoshihide Suga, ha annunciato che non si ricandiderà ai vertici del Partito Liberal-Democratico alle elezioni del prossimo 29 settembre, ponendo di fatto fine al suo mandato. Lo ha comunicato lui stesso a sorpresa a una riunione dei vertici del partito, spiegando di volersi concentrare sulle misure contro la pandemia di Covid per evitare un'ulteriore diffusione del virus.   

Nell'anno trascorso a capo del governo, "ho messo tutte le mie forze nel gestire i problemi del Paese, in particolare le misure contro il coronavirus", ha detto Suga; correre per la rielezione e gestire la pandemia richiede "un'enorme energia", "ho capito che non posso fare entrambe le cose", ha proseguito, aggiungendo di avere scelto di concentrarsi sulle misure contro il Covid.    

Yoshihide Suga è primo ministro del Giappone dal 16 settembre scorso, in seguito alla decisione del suo predecessore, Shinzo Abe, di dimettersi dopo quasi otto anni di governo per motivi di salute, e la sua leadership è stata vista come un segnale di stabilità e di continuità nella politica giapponese. Ma nel corso di questi undici mesi ha faticato a uscire dall'ombra del suo predecessore, e la sua gestione della pandemia ha attirato forti critiche, che lo hanno visto crollare nei sondaggi.    

Suga travolto da Olimpiadi e caos Covid

Nei giudizi hanno pesato le polemiche per le Olimpiadi di Tokyo, tenutesi mentre la capitale era in stato di emergenza per l'aumento dei contagi, la lentezza della campagna di vaccinazione e la gestione della pandemia, che ha provocato finora quasi 16mila morti in Giappone. L'annuncio pone fine alle voci di un possibile rimpasto di governo per contrastare le polemiche sul suo esecutivo, la cui popolarità era scesa poco al di sopra del 30% il mese scorso.    

I possibili successori: favorito Fumio Kishida

La corsa per succedere a Suga al vertice del partito Liberal-democratico, che detiene la maggioranza alla Camera Bassa, vede favorito l'ex ministro degli Esteri, Fumio Kishida, che ieri ha proposto stimoli "da decine di migliaia di miliardi di yen" contro la pandemia di Covid. Tra gli sfidanti c'è la ex ministro degli Interni, Takaichi Sanae: esponente dell'ala più conservatrice del partito, punta a diventare la prima donna premier del Giappone, e si presenta con una linea dura sulla Cina e di forti misure a sostegno dell'economia, anche se avrà bisogno del sostegno di almeno venti deputati per entrare in gara. 

I possibili successori: le opzioni Taro Kono e Shigeru Ishiba

Dietro le quinte, finora, ci sono anche l'ex ministro degli Esteri e della Difesa, Taro Kono, che i sondaggi premiano dopo la nomina a "zar" della campagna vaccinale contro il Covid-19, e l'ex ministro della Difesa, Shigeru Ishiba, un esperto di aspetti militari noto per le sue posizioni aggressive. In passato aveva proposto un attacco preventivo contro la Corea del Nord e il superamento della costituzione pacifista post Seconda Guerra Mondiale.  

Giappone, i mercati accolgono positivamente le dimissioni di Suga

Il ritiro di Suga è stato accolto favorevolmente dai mercati. Alla notizia, l'indice Nikkei 225 della Borsa di Tokyo ha sfiorato il 2% di rialzo, mantenendo i guadagni fino alla chiusura, in rialzo del 2,05% a 29.128,11 punti e ai massimi da metà giugno, mentre l'indice Topix ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,61%.

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