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Esteri
Guerra Ucraina: svolta Usa, pronta l’offensiva di primavera anti Putin

Guerra Russia Ucraina, il mandato d'arresto internazionale a Putin

Alla vigilia dell’incontro a Mosca con il presidente cinese Xi Jinping, Putin ha ricevuto dalla Corte Penale Internazionale un mandato d’arresto con l’accusa di aver deportato migliaia di bambini ucraini. Un segnale al mondo su cos’è oggi il Cremlino che ha risposto: “Solo carta igienica”. Adesso, se Putin esce dalla Russia rischia di essere arrestato e, come ha sottolineato il procuratore generale dell’Ucraina Andrij Kostin: “I leader mondiali ci penseranno tre volte prima di stringergli la mano o sedere al tavolo del negoziato con lui”.

Già. Ma questo non aiuta a cercare una via diplomatica per la soluzione del conflitto. Non solo. La Commissione Internazionale Indipendente dell’Onu ha appena “certificato” gli orrori commessi dai russi in Ucraina: “Crimini di guerra che includono uccisioni volontarie, attacchi a civili, reclusione illegale, torture, sevizie con scosse elettriche, persino evirazioni, stupri, trasferimenti forzati e deportazioni di bambini”. Atti e fatti reali che però non possono far dimenticare i limiti e gli errori degli Ucraini e, più in generale, dell’Occidente, Usa in testa. Che dire? Che la guerra è sempre esiziale e oltremodo complessa: semplificarla non aiuta a fermarla.

La situazione, già pesantissima dopo oltre un anno dall’aggressione russa dell’Ucraina con conseguente devastazione della stessa, già oltre 400 mila morti fra le parti, tensione internazionale mai così alta dal 1945, rischia di degenerare. L’Ucraina non è diventata solo il teatro di una lotta di liberazione nazionale di uno stato sovrano nei confronti dell’aggressore russo ma il nodo principale che, se non sciolto in tempo, può far saltare la coesistenza pacifica mondiale. Così non se ne viene a capo perché Putin non vuol sentire ragione: vuole solo chiudere a suo favore la partita riportando l’Ucraina in quelli che erano i confini dell’Urss.

Guerra Ucraina, Putin vuole un’Europa sottomessa al Cremlino

Non solo: per Putin questa è la guerra di resistenza all’Occidente che “vuole cancellare la Russia e mettere il cappio al sud del mondo”. Putin non ha aggredito l’Ucraina per una questione “territoriale locale” ma per mettere in pratica il suo disegno espansionistico con la Russia impegnata a riprendersi quel che aveva perso dopo il crollo del comunismo del 1991, per riaffermare il primato religioso, staccare l’Europa dagli Usa diventando preda delle mire espansionistiche russe. Putin vuole un’Europa sottomessa al Cremlino e al patriarcato di Mosca mettendo in atto quel che non riuscì neppure ai suoi predecessori, da Ivan il Terribile a Stalin. Tutti sotto Mosca, tutti ortodossi, con le buone o con le cattive. Per il Cremlino l’Europa è un campo aperto, senza l’appoggio Usa, una facile preda. Ecco perché per il Rais di Mosca l’Europa deve recidere i legami con gli Usa. In questo quadro non c’è possibilità di pace senza il ritiro completo delle forze russe fuori dai confini dell’Ucraina riconosciuti a livello internazionale e il completo abbandono da parte della Russia di Putin della sua politica di aggressione. La Russia ha avviato in Europa una guerra non provocata, in palese violazione del diritto internazionale e in particolare delle Nazioni Unite. Qui siamo. I ripetuti pacchetti di sanzioni Ue e Usa hanno fatto male a Mosca ma non hanno portato Putin a cambiare la sua linea di aggressione. Dopo oltre un anno la situazione sembra bloccata e tendente al peggio. Sul piano militare la Russia non è riuscita a sfondare pur mettendo in campo tutta la sua forza, con l’esclusione dell’arsenale atomico.

Guerra Ucraina, Biden e l'offensiva americana a maggio

Per gli Usa l’esercito russo e i mercenari della Wagner sono in grande affanno e anche in difficoltà di armi. La situazione di stallo pare a un punto di svolta con l’annuncio il 15 marzo da parte del capo del Pentagono Lloyd Austin di una imminente controffensiva in Ucraina prevista per la tarda primavera, sin dal prossimo maggio: “Non c’è tempo da perdere. Stiamo mettendo insieme le armi e i mezzi militari che consentiranno agli ucraini di riconquistare il territorio perduto”. Così Biden pare abbandonare la linea “gradualista” e attendista portata avanti da mesi per evitare lo scontro diretto con la Russia. E’ la prima volta che gli USA parlano di una offensiva militare a sostegno dell’Ucraina (nel conto c’è anche la Crimea?) pur stando ben attenti a non entrare direttamente nel conflitto. Dunque, messaggio forte e chiaro.

Visto che Putin non vuol sentire “ragioni”, per gli Usa e per gli alleati Nato altra via non c’è se non puntare esplicitamente alla sconfitta militare del Cremlino. Solo dopo si potranno aprire i negoziati di pace. Inutile nascondere che tale decisione è piena di insidie e di rischi. Quale sarà la reazione di Putin sul campo militare e su quello diplomatico internazionale? Di certo, quella USA non è una minaccia fatta di sole parole. La storia insegna.

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