Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Esteri » Iran-Usa, missili sulle basi americane in Giordania: cosa succede ora

Iran-Usa, missili sulle basi americane in Giordania: cosa succede ora

Teheran risponde ai raid Usa con missili contro obiettivi americani in Giordania. Torna alta la tensione nello Stretto di Hormuz.

Iran-Usa, missili sulle basi americane in Giordania: cosa succede ora

L’Iran ha lanciato missili contro obiettivi militari statunitensi in Giordania dopo i nuovi raid americani contro postazioni iraniane nello Stretto di Hormuz. Le difese giordane hanno riferito di aver intercettato otto missili.

Perché Iran e Stati Uniti sono tornati a colpirsi

La nuova escalation è partita domenica 30 agosto, quando le forze statunitensi hanno bombardato lanciarazzi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz. Secondo il Pentagono, citato dall’Associated Press, le postazioni della Guardia rivoluzionaria si stavano preparando a utilizzare razzi e mine navali che avrebbero potuto minacciare la navigazione internazionale.

Leggi anche: Guerra in Iran, tornano i missili e il prezzo del petrolio schizza alle stelle

L’Iran ha contestato la versione americana e ha denunciato vittime tra militari e civili. La risposta è arrivata nelle ore successive con il lancio di missili verso obiettivi militari Usa in Giordania. Amman ha comunicato che otto vettori sono stati intercettati dalle proprie difese.

Si tratta della prima operazione militare americana contro l’Iran dalla fine di luglio. Il ritorno dei bombardamenti interrompe quindi alcune settimane nelle quali Washington aveva privilegiato la pressione economica e diplomatica.

L’attenzione resta concentrata sullo Stretto di Hormuz. Da questo passaggio transita una quota consistente delle esportazioni mondiali di petrolio e gas e la circolazione delle navi continua a essere inferiore ai livelli precedenti all’inizio del conflitto.

Iran-Usa, missili: cosa può succedere nelle prossime ore

La risposta iraniana non implica automaticamente un’estensione della guerra, ma aumenta la possibilità di nuovi attacchi statunitensi se Washington dovesse considerare minacciate le proprie forze nella regione.

Gli Stati Uniti potrebbero continuare a colpire sistemi missilistici, infrastrutture militari e unità iraniane considerate in grado di interferire con il traffico navale. Teheran dispone ancora di missili e droni e mantiene la possibilità di esercitare pressione sullo Stretto.

Leggi anche: Venezuela, Trump annuncia: “Intesa storica sul petrolio”. E parla di prezzi più bassi per molto tempo

Il primo effetto economico si è già visto sul petrolio. Le quotazioni sono salite dopo i raid americani, mentre i mercati asiatici hanno aperto in calo lunedì 31 agosto proprio per i timori di una nuova escalation.

Molto dipenderà anche dall’intensità della risposta iraniana. Un attacco limitato e senza vittime americane potrebbe lasciare spazio a un nuovo rallentamento delle operazioni. Vittime statunitensi o un tentativo di bloccare ulteriormente Hormuz aumenterebbero invece il rischio di una risposta più ampia di Washington.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE SUL MEDIO ORIENTE