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L’Isis rinchiude 21 combattenti curdi. Foto

L’Isis rinchiude 21 combattenti curdi. Foto
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Nuovo video dell’Isis: 21 combattenti curdi sono fatti sfilare nelle strade affollate della provincia di Kirkuk ciascuno dentro una gabbia. Intanto ci sono dubbi sull’autenticità del filmato dei copti egiziani decapitati

In un nuovo terribile video dell’Isis, considerato autentico dal Site, 21 combattenti curdi sono fatti sfilare nelle strade affollate della provincia di Kirkuk ciascuno dentro una gabbia. Nel filmato di 9 minuti diffuso sabato sera i terroristi minacciano di decapitare i 21 ostaggi e poi intervistano i prigionieri da dietro le sbarre.  
 
Nel video i peshmerga sono rinchiusi in gabbie simili a quella usata nel video dell’uccisione del pilota giordano Muath al Kasasbeh. Sono portati a bordo di pick-up, insieme con militanti che sventolano la bandiera nera dello Stato islamico, per le strade della città affollate di sostenitori dell’Isis.

Isis, dubbi sull’autenticità del video della decapitazione di 21 cristiani copti in Libia

Un gruppo di esperti di comunicazione e montaggio televisivo ha sollevato dubbi sull’autenticità del video che mostra la decapitazione da parte dell’Isis di 21 cristiani copti in Libia. Le drammatiche immagini, che hanno portato all’intervento egiziano, potrebbero essere state manipolate. Sarebbe infatti evidente un lavoro di post produzione, come dimostra l’altezza innaturale degli jihadisti ritratti nel video.
 
La speranza che non sia avvenuta alcuna esecuzione è tuttavia minima. Secondo gli esperti è invece possibile che non sia avvenuta in quella spiaggia ma che i terroristi abbiano utilizzato un “green screen” per replicare sullo sfondo le immagini della baia.

Tra i momenti del filmato che appaiono manipolati c’è, oltre all’eccessiva altezza dei boia, anche quello in cui il mare che si tinge di rosso dopo la decapitazione. Si tratterebbe di un effetto speciale confezionato ad arte per mezzo di un computer.

Non si tratta dei primi dubbi sorti in seguito alla pubblicazione del video. Già nei giorni scorsi, in Rete, molti si erano interrogati sull’autenticità del filmato.