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Esteri
Israele e Gaza sull'orlo di una nuova guerra

Israele e Gaza sono di nuovo sull'orlo di una guerra: da più di 48 ore sullo Stato ebraico piovono razzi e i caccia con la stella di David continuano a bombardare l'enclave palestinese. Il bilancio finora nella Striscia e' di 56 morti, tra cui 14 bambini, cinque donne e un anziano, e 335 feriti. In Israele sono 7 i morti, tra cui un bimbo di sei anni rimasto ucciso a Sderot, un padre e una figlia adolescente colpiti a morte vicino Lod e un soldato 21enne, ammazzato da un missile guidato anti-carro mentre si trovava in jeep con altri due commilitoni vicino al confine settentrionale di Gaza.

Le forze armate israeliane (Idf) hanno annunciato di aver inflitto un "duro colpo" ad Hamas, uccidendo diversi alti esponenti che facevano parte dello 'Stato maggiore' del Movimento islamico. Tra questi, ci sono Bassem Issa, a capo della brigate di Gaza City dal 2017, e il responsabile del progetto di sviluppo missilistico Jumah Tahla, ritenuto vicinissimo al leader del braccio armato, Mohammed Deif. Oltre a loro, sono stati rimasti uccisi anche altri due esponenti del progetto di sviluppo e produzione dei razzi, Jamal Zibda e Hazem Khatib. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha esultato, avvertendo che "questo e' solo l'inizio": "Li colpiremo con attacchi che non hanno mai immaginato".

Dopo la pioggia di razzi caduti ieri sera e di nuovo nella notte su Tel Aviv e altre citta', le sirene hanno continuato a suonare per tutto il giorno nel Sud, a Be'er Sheva, Yavne, Ashdod, Ashkelon, Rahat, Ofakim e nelle comunita' vicine al confine con Gaza; missili sono arrivati anche su Dimona, sede della centrale nucleare israeliana. Hamas ha rivendicato di aver sparato altri 130 razzi contro Israele in risposta alla distruzione della torre di al-Shourouk, un palazzo di dieci piani a Gaza City, il terzo cosi' alto a essere demolito dall'inizio dell'operazione.

Dagli Stati Uniti, il capo della diplomazia, Antony Blinken, ha annunciato l'invio nella regione di Hady Amr, vice segretario aggiunto per gli Affari israeliani e palestinesi del dipartimento di Stato americano, in missione per cercare una de-escalation. Blinken si e' detto "molto preoccupato" per la situazione che si e' venuta a creare e ha esortato lo Stato ebraico a "fare tutto il possibile per evitare vittime civili, anche se risponde giustamente in difesa del suo popolo". Blinken ha sentito al telefono il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, sottolineando la necessita di una de-escalation. La Casa Bianca ha fatto sapere che il preisidente, Joe Biden nominera' nelle prossime settimane l'ambasciatore americano in Israele. "Molto preoccupato" anche il premier britannico, Boris Johnson, cosi' come il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, che ha "chiesto con forza" a "tutte le parti" di "intraprendere subito misure di de-escalation e attenersi alla massima moderazione".

Tensioni si continuano a registrare anche a Lod, teatro anche ieri notte di violenze, tanto che sono stati inviati poliziotti di rinforzo ed e' stato dichiarato lo Stato d'emergenza. Le autorita' hanno anche decretato il coprifuoco notturno, dalle 20 alle 4 del mattino, con il divieto di uscire di casa tranne che in caso di attacco missilistico. Scontri tra arabi ed ebrei sono avvenuti poco prima dell'entrata in vigore della misura restrittiva, ai quali la polizia ha reagito lanciando granate assordanti; una ventina gli arresti. Sulla situazione a Lod e' intervenuto anche il presidente israeliano, Reuven Rivlin, che ha condannato i "pogrom" avvenuti in citta' e "i disordini in tutto il Paese da parte di una folla araba incitata e assetata di sangue, che ferisce persone, danneggia proprieta' e persino attacca luoghi sacri ebraici".

Appelli alla calma sono arrivati da leader e parlamentari arabo-israeliani: "Le proteste nella comunita' araba si stanno sviluppando nella direzione piu' pericolosa, e le proteste popolari si sono trasformate in violenza e in uno scontro frontale", ha sottolineato il leader di Ra'am, Mansour Abbas, invitando "tutti ad agire in modo responsabile ed essere disciplinati, a seguire la legge e l'ordine". Condanna per "attacchi contro civili innocenti" e' stata espressa anche dal leader della Lista Unita araba, Aymen Odeh.

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