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Esteri
Italia ancora senza ambasciatore Usa. Draghi non basta per conquistare Biden

Italia snobbata da Biden: Roma ancora senza ambasciatore degli Usa

Un ponte tra Oriente e Occidente. L'Italia ama presentarsi così. Ancora adesso, quando tutte le evidenze dicono il contrario, Roma persiste nel raccontarsi come l'anello di congiunzione tra Stati Uniti e l'Altro. Un Altro che prima era rappresentato dall'Unione Sovietica e oggi dalla Repubblica Popolare Cinese. Forse un tempo le cose stavanod avvero così., ma ora non più.

Il segnale chiaro arriva dal fatto che non ci sia ancora nessuna novità per la nomina del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti a Roma. Da diversi mesi la sede dell'ufficio diplomatico di via Veneto è senza un rappresentante dell’amministrazione di Joe Biden e il presidente americano non sembra avere fretta di colmare questo vuoto. Un segnale che l’Italia non è centrale nelle strategie e nella rete di rapporti Usa, anche dopo la svolta atlantista e anti cinese di Draghi.

Biden ha scelto gli ambasciatori (quasi) ovunque, non in Italia

Mentre gli Usa di Biden tardano a nominare un candidato per l’ambasciata a Roma, già diversi paesi dell’Unione europea hanno ricevuto l’annuncio per i nuovi incaricati. Con le nomine per Berlino, Parigi e Madrid, l’Italia resta l’unico grande paese dell’Ue a essere messo da parte. Una mancanza che non è passata inosservata a Roma, dove anche la Santa Sede ha rinnovato il suo rappresentante, con la nomina lo scorso ottobre dell’ex senatore Joe Donnelly. Ci si aspettava già negli scorsi mesi che accadesse lo stesso anche per la sede italiana ma così non è stato.

Dal cambio di amministrazione e con l’uscita di scena del trumpiano Lewis M. Eisenberg, è Thomas Smitham, incaricato d’Affari ad interim che si è molto distinto nella gestione degli aiuti Usa all'Italia, durante la prima fase della pandemia, a tenere le fila dell’ufficio di via Veneto mentre dalla Casa Bianca fanno sapere che la nomina dell’ambasciatore non è prevista in tempi brevi. Forse in primavera. Forse. E ancora nessun nome. Roma non è in cima alla lista delle priorità dell’amministrazione Biden.

Usa titubanti: la svolta atlantista di Draghi non basta per ricucire

Lasciata nel limbo, all’Italia non resta che attendere e domandarsi il perché Joe la trascuri. La prima risposta è che Washington non dimentica l’avvicinamento a Pechino a tinte gialloverdi che era culminato con la firma del memorandum of understanding sulla Belt and Road nel 2019 e l’amministrazione Biden non ha mai fatto segreto delle preoccupazioni di uno shift geopolitico dell’Italia verso il gigante asiatico. Se lo ricorda bene Giuseppe Conte, che a seguito dell’insediamento di Biden aveva dovuto attendere due settimane prima di ricevere la telefonata diplomatica di rito.

Il disgelo l’ha portato Mario Draghi, che con la sua prospettiva euroatlantica e una maggiore distanza con la Cina suggellata a colpi di golden power ha tentato di risanare i rapporti con Washington. Non solo sulle infrastrutture di rete 5G, SuperMario ha esteso l'ombrello anche sui semiconduttori (bloccando  l'acquisizione della piccola azienda Lpe di Baranzate da parte di un'azienza cinese). In anticipo sull’imposizione del golden power, è saltato l’accordo tra Cnh Industrial e la società cinese Faw Jiefang (protagonista nel 2020 di un maxi investimento nella Motor Valley emiliana) per la vendita di Iveco. Per non parlare delle affermazioni di Draghi il quale, dopo il G7 di Cornovaglia dello scorso giugno, aprì alla rivisitazione del memorandum sulla Belt and Road. 

Ma gli Usa procedono con cautela e l’Italia paga lo scotto della sua instabilità strategica. Sul tentennamento statunitense potrebbe incidere anche la corsa al Quirinale, che potrebbe cambiare ancora una volta le carte in tavola. Draghi, da solo, non basta. E il presidente americano potrebbe attendere di capire come si evolveranno le cose in Italia prima di prendere la sua decisione per l’ambasciata.

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