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Esteri
"Johnson sul Covid-19 ha sbagliato tutto e poteva contagiare anche la Regina"

Dominic Cummings, ex braccio destro di Boris Johnson, critica le scelte del Primo Ministro sulla gestione del Covid-19: "Ha messo l'interesse politico davanti alla vita delle persone e ha rischiato di contagiare anche la Regina Elisabetta"

Le scelte del Governo di Boris Johnson in merito alla prevenzione del Covid-19 hanno spesso fatto discutere. Il “Freedom Day” di lunedì 19 luglio, con i contagi da variante Delta ancora fuori controllo, è soltanto l'ultimo episodio: all'inizio della pandemia ci fu la scelta di non mettere restrizioni, per puntare all'immunità di gregge, e lo scorso autunno quella di non prolungare le misure preventive, “perchè a morire erano essenzialmente gli over 80”.

Quest'ultima specificazione viene da Dominic Cummings, suo ex consigliere, che non è più in buoni rapporti con il Primo Ministro dopo il loro litigio nello scorso novembre, che portò a una rottura. In un'intervista alla BBC, Cummings si è tolto qualche sassolino dalle scarpe, affermando che la scelta di Johnson di non ricorrere a un secondo lockdown totale è dipesa dal fatto che l'inquilino di Downing Street non credeva più “alle storie sul fatto che il servizio sanitario fosse sovrastato” dai casi di Covid.

Rimproverando al Premier di essersi mosso con eccessiva lentezza, il suo ex braccio destro attribuisce l'errore all'aver “messo gli interessi politici personali davanti alla vita della gente”. Mostrando alcuni messaggi Whatsapp che parrebbero venire dal cellulare di Johnson, Cummings ha reso pubblico l'ordine di “rivedere” le scelte sul lockdown, in quanto “è molto raro che una persona con meno di 60 anni finisca in ospedale”.

Ancora più choccante un altro messaggio che recita: “Devo dire di essere rimasto turbato da alcuni dati sui decessi per Covid. L'età media è di 81/82 anni per gli uomini e di 85 per le donne. Sono dati superiore all'aspettativa media di vita. Quindi chi ha il Covid vive più a lungo. Raramente qualcuno con meno di 60 anni finisce in ospedale (solo il 4%) e praticamente tutti sopravvivono. E non credo più a questa storia del servizio sanitario sovrastato dai casi. Ragazzi, credo che le decisioni vadano riviste”.

Cummings ha inoltre aggiunto di aver dissuaso Johnson dal far visita alla Regina Elisabetta all'inizio della pandemia. Con molti lavoratori di Downing Street contagiati, c'era il rischio di far ammalare anche la sovrana che, per questioni di età, avrebbe rischiato di non farcela: “Gli ho spiegato che sarebbe stata una follia rischiare di contagiarla col Coronavirus. Cosa avrebbe fatto se lei fosse morta? Lui non ci aveva nemmeno pensato e solo in quel momento se ne accorse e mi rispose: 'E' vero, non posso andarci'”. 

In risposta alle accuse di Cummings, una portavoce di Downing Street ha dichiarato: “Dall'inizio della pandemia il Primo Ministro ha preso le misure necessarie per proteggere la vita delle persone, seguendo indicazioni scientifiche di alto livello. Il suo governo ha organizzato la più rapida campagna vaccinale in Europa, ha salvato milioni di posti di lavoro attraverso il sistema delle licenze e ha impedito che il servizio sanitario venisse sopraffatto disponendo tre diversi lockdown. Il governo è totalmente concentrato sull'uscire con coscienza dalla pandemia per costruire un futuro migliore”.

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